Le differenze di pensiero sui telespettatori tra Santoro e Travaglio. Questo è il punto cruciale

“Io invece mi prendo tutte le critiche di questo mondo, ma le falsità, le diffamazioni, le calunnie quelle no, non riesco proprio a farmele scivolare addosso: non nutro la tua stessa fiducia nel “pubblico” che saprebbe tutto e riuscirebbe da solo a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Quando milioni di persone sentono dire che frequento mafiosi, penso che una parte di esse si aspetti una reazione proporzionata alla gravità dell’accusa, e se la reazione non arriva si fanno l’idea che qualcosa di vero ci sia.

Purtroppo non tutti hanno Internet e non conoscono il blog voglioscendere.it dove ho già documentato per tabulas la falsità di quelle accuse. Per questo ho detto che occorrerebbe del tempo per rispondere. Ma quel tempo non te lo posso chiedere perché, nella partita di Annozero, sarei costretto a giocarne un’altra, privata. Di qui il mio disagio, che ho messo nero su bianco l’altro giorno.”

Questo il pensiero di Travaglio, tratto dalla sua Lettera

“Hai saputo schivare e anche incassare molti colpi bassi ma questa volta è bastata una banalissima insinuazione di Porro (e non un’aggressione squadristica) per farti perdere il lume della ragione. Hai frequentato un sottufficiale dell’Antimafia prima che venisse condannato per favoreggiamento. Scusa, qual è il problema morale? Quali sconvolgimenti ha creato nella percezione che i nostri ascoltatori hanno di te questo genere di insinuazioni? Nessuno.”

Questo il pensiero di Santoro, tratto dalla sua Lettera

Secondo me ha ragione Travaglio, lui come me non nutre molta fiducia nel pubblico, negli ascoltatori… che continuamente depistati, distratti, aggirati in questa repubblica delle banane, hanno le capacità critiche addormentate, deviate!

Fossi in Santoro lascerei spazio a Travaglio per fare a pezzi Porro e Bel Pietro, uno per volta, in una puntata per volta! Odience alle stelle, emozione pura e finalmente il popolo non di regime vedrà una luce dopo anni di tenebre; una vittoria di stomaco magari, ma importante per uscire dal pantano e dare lo slancio a tutti per lottare. Concluderei con questa frase che è anche diventata il “motto” di Sosteniamoci: ‘Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla’ (Edmund Burke).


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