Perchè internet è LA SPERANZA….

ECCEZIONALE! Grafici, numeri, documenti, che evidenziano una cosa: dove c'è rete c'è speranza. I paesi che investono in rete crescono di più, aumentano il PIL, l'economia si velocizza…. La rete quindi non è solo informazione libera, immediata, gratis, ma anche lavoro, velocità e soldi, senza parlare di quella partecipazione virtuale che ha permesso all'Islanda di discutere e scrivere la costituzione direttamente on-line. Ma, che dite? Magari un po di trasparenza, controllo e semplificazione burocratica, potrebbero fare bene ad un paese lento e complicato come il nostro?

Niente da fare però, la banda larga in Italia, rispetto alla classifica mondiale, ha dei numeri che ci comparano agli stati africani…. i governi italiani non vogliono la rete è' evidente. Meglio la TV, annebbia il cervello e fa guadagnare di più…

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Intervista a Claudio Messora:
Qualcuno ha detto che Internet sia la più grande invenzione dopo quella di Gutenberg , avvenuta oltre 500 anni fa. In realtà, la Rete più che altro ha inciso sulle carte geografiche. Ha reso piatta la Terra. Ha avvicinato popoli e città. Ha costruito interminabili ponti che possono essere attraversati alla velocità della luce. Per questo, Internet è molto più simile alla scoperta e alla commercializzazione dell’energia elettrica, che anche lei, aveva accelerato pensieri e idee, allungando le ore di lavoro grazie all’illuminazione, permettendo l’edificazione di altissimi grattacieli grazie alla costruzione di potenti, infaticabili ascensori, alimentando motori elettrici che hanno velocizzato la produttività delle industrie, accendendo le radio e le televisioni. Internet non è una cosa e non è un luogo. E’ un fattore di moltiplicazione. E’ pensiero puro, fissato nel tempo come pitture rupestri e trasmesso istantaneamente alla velocità della luce. Internet è l’aggiunta della telepatia ai sensi dell’uomo, è il teletrasporto dell’intelligenza, è un cantiere dove ognuno aggiunge e sposta incessantemente il suo mattoncino. E poi lo lascia lì, a disposizione degli altri.

A cosa serve Internet? (espandi | comprimi)
Basterebbe questo per convincersi ad investire nella Rete, ma c’è dell’altro. E’ il mondo degli affari, e conseguentemente del lavoro, ad essere uno dei più grandi beneficiari dello sviluppo di internet. Nello studio “Internet matters: the net’s sweeping impact on growth, jobs and prosperity”, elaborato dal McKinsey Global Institute, si stima che gli utenti di Internet nel mondo siano 2 miliardi, e che ogni navigatore produca un valore aggiunto di venti euro al mese.

Lo stato della Rete in Italia (espandi | comprimi)
Nel suo rapporto “The Global Information Technology Report 2010 – 2011”, il World Economic Forum definisce la competitività come un insieme di politiche, istituzioni, e fattori che determinano la produttività di un Paese. Pensate che per il solo 2015 le opportunità offerte dallo sviluppo delle autostrade digitali ammontano a qualcosa come 1900 miliardi di dollari. Eppure, su 138 economie prese in considerazione dallo studio, alla domanda “siete pronti per la Rete?

Internet e la politica italiana (espandi | comprimi)In principio fu il governo Prodi. La finanziaria 2008 di Tommaso Padoa-Schioppa destinò 800 milioni di fondi da destinarsi alla banda larga. Poi il governo cadde e non se ne fece più nulla, ma i fondi restarono assegnati alla loro destinazione. Poi venne Paolo Romani, l’allora viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, che nel giugno 2009 annunciò un piano che portava il suo nome, il “Piano Romani”.

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