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Direttamente da Meserotua.it: il mio intervento su cemento e mala-gestione del territorio

Ecco il mio intervento: è un tentativo di informare e, allo stesso tempo, stimolare la riflessione sul sistema malato del cemento=parco naturale e viceversa. Con un area verde protetta infatti, ci si lava la coscienza per poi dare inizio all’inesorabile cementificazione del territorio circostante il parco stesso. A Mesero poi, insistendo su una superficie territoriale piccolissima, è previsto un insediamento prevalentemente industriale grande quanto 5 VOLTE il centro commerciale “il Destriero” di Vittuone!! Non dimentichiamo che la qualità dell’ambiente dove si vive, influenza inesorabilmente la qualità della vita di chi ci abita!

Ecco il resto dell’articolo tratto direttamente da Meserotua.it

- Intervento in video di Domenico Finiguerra: Sindaco di Cassinetta di Lugagnano e promotore di ” Stop al Consumo di Suolo”: Video - Alcune foto dell’evento "Cemento sui Denti… dei Meseresi, avvenuto il 28 Gennaio 2012 a Mesero per contrastare la devastazione del paesaggio
 
- Intervento di Damiano Di Simine
, Presidente Legambiente Lombardia: Video

E’ affascinante cercare di rispondere ai numeri di cemento che rischiano di contaminare il futuro di Mesero, con i numeri della partecipazione e del volontariato:

  • 110 Ospiti a Cena
  • 160 Firme raccolte conto il progetto cementifero
  • il 12 Febbraio sapremo quanti questionari abbiamo collezionato, ma le scatole di raccolta incominciano ad essere piene e pesanti
  • 30 ragazzi dello staff, che ringraziamo con il cuore
  • 250 presenze in tutta la giornata

E’ stato riconfermato come il cittadino gradisce essere coinvolto e consultato quando le scelte in gioco sono grandi e importanti, tali da poter cambiare per sempre il contesto dell’ambiente in cui si vive. Il 28 Gennaio 2012 un forte “NO!” si è alzato difronte alla minaccia di centinaia di migliaia di Metri Quadri di cemento qui a Mesero! L’appello a partecipare, ad esprimere la propria opinione ed a controllare l’operato degli amministratori è più forte che mai.

Grazie per esserci stati.

 

La politica come Wikipedia…

Partendo dal presupposto che la politica decide di tutto, limita o agevola la tua vita, farcisce l'educazione di tuo figlio, allevia o aggrava la tua salute fisica e mentale…. Perso atto quindi che TUTTI dovremmo masticare di politica, perchè è un dovere informarsi, un dovere partecipare, un dovere controllare…. ecc….

Se la politica funzionasse come wikipedia,  ci sarebbe in più molta speranza di quella che si respira oggi.

Ne volete una prova?

Leggete l'appello di Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, e …..

 

Gentile Fabio,

La tua donazione ha mantenuto Wikipedia sul web lo scorso anno, e se per te va bene, quest'anno vorrei chiederti di farla di nuovo.

Clicca qui per effettuare una donazione sicura di 10€ proprio ora.

Google ha quasi un milione di server. Yahoo ha qualcosa come 13.000 dipendenti. Noi abbiamo 400 server e solo 73 dipendenti.

Wikipedia e i suoi progetti fratelli si collocano tra i cinque siti web più visitati al mondo e ogni mese vengono utilizzati da più di 454 milioni di persone, con miliardi di pagine visualizzate.

Il commercio è una cosa buona. Fare pubblicità non è sbagliato. Ma qui, nei progetti Wikimedia, è fuori luogo.

Wikipedia è qualcosa di speciale. È come una biblioteca o un parco pubblico. È come un tempio per la mente. È un luogo nel quale tutti noi possiamo andare a pensare, imparare, condividere la nostra conoscenza con gli altri.

Quando ho fondato la Wikimedia Foundation, avrei potuto renderla una società a scopo di lucro inserendo della pubblicità, ma non è stato così, volevo fare qualcosa di diverso. Abbiamo lavorato sodo per anni per mantenere il sito snello e senza fronzoli ottenendo buoni risultati. Rispettiamo i nostri obiettivi e lasciamo gli interessi ad altri.

Se ogni persona che legge questo messaggio donasse 10€, basterebbe un solo giorno di donazioni l'anno. Non tutti hanno la possibilità o la volontà di donare, e questo non è un problema. Ogni anno il numero di persone che compie una donazione si rivela sufficiente.

Quest'anno, per favore, prendi in considerazione l'idea di donare 10€, 20€, 50€ o quanto puoi, per proteggere e sostenere i progetti Wikimedia.

Grazie,
Jimmy Wales

…e non avete colto, tra queste righe, una brezzolina di speranza?

Sosteniamoci ha donato, come ogni anno!

Fallo anche tu, il sapere è la prima arma per sconfiggere le diseguaglianze! (Anche quelle tra manager milionario e operaio stagista sottopagato….)

Perchè internet è LA SPERANZA….

ECCEZIONALE! Grafici, numeri, documenti, che evidenziano una cosa: dove c'è rete c'è speranza. I paesi che investono in rete crescono di più, aumentano il PIL, l'economia si velocizza…. La rete quindi non è solo informazione libera, immediata, gratis, ma anche lavoro, velocità e soldi, senza parlare di quella partecipazione virtuale che ha permesso all'Islanda di discutere e scrivere la costituzione direttamente on-line. Ma, che dite? Magari un po di trasparenza, controllo e semplificazione burocratica, potrebbero fare bene ad un paese lento e complicato come il nostro?

Niente da fare però, la banda larga in Italia, rispetto alla classifica mondiale, ha dei numeri che ci comparano agli stati africani…. i governi italiani non vogliono la rete è' evidente. Meglio la TV, annebbia il cervello e fa guadagnare di più…

Leggi o guarda il video…

Intervista a Claudio Messora:
Qualcuno ha detto che Internet sia la più grande invenzione dopo quella di Gutenberg , avvenuta oltre 500 anni fa. In realtà, la Rete più che altro ha inciso sulle carte geografiche. Ha reso piatta la Terra. Ha avvicinato popoli e città. Ha costruito interminabili ponti che possono essere attraversati alla velocità della luce. Per questo, Internet è molto più simile alla scoperta e alla commercializzazione dell’energia elettrica, che anche lei, aveva accelerato pensieri e idee, allungando le ore di lavoro grazie all’illuminazione, permettendo l’edificazione di altissimi grattacieli grazie alla costruzione di potenti, infaticabili ascensori, alimentando motori elettrici che hanno velocizzato la produttività delle industrie, accendendo le radio e le televisioni. Internet non è una cosa e non è un luogo. E’ un fattore di moltiplicazione. E’ pensiero puro, fissato nel tempo come pitture rupestri e trasmesso istantaneamente alla velocità della luce. Internet è l’aggiunta della telepatia ai sensi dell’uomo, è il teletrasporto dell’intelligenza, è un cantiere dove ognuno aggiunge e sposta incessantemente il suo mattoncino. E poi lo lascia lì, a disposizione degli altri.

A cosa serve Internet? (espandi | comprimi)
Basterebbe questo per convincersi ad investire nella Rete, ma c’è dell’altro. E’ il mondo degli affari, e conseguentemente del lavoro, ad essere uno dei più grandi beneficiari dello sviluppo di internet. Nello studio “Internet matters: the net’s sweeping impact on growth, jobs and prosperity”, elaborato dal McKinsey Global Institute, si stima che gli utenti di Internet nel mondo siano 2 miliardi, e che ogni navigatore produca un valore aggiunto di venti euro al mese.

Lo stato della Rete in Italia (espandi | comprimi)
Nel suo rapporto “The Global Information Technology Report 2010 – 2011”, il World Economic Forum definisce la competitività come un insieme di politiche, istituzioni, e fattori che determinano la produttività di un Paese. Pensate che per il solo 2015 le opportunità offerte dallo sviluppo delle autostrade digitali ammontano a qualcosa come 1900 miliardi di dollari. Eppure, su 138 economie prese in considerazione dallo studio, alla domanda “siete pronti per la Rete?

Internet e la politica italiana (espandi | comprimi)In principio fu il governo Prodi. La finanziaria 2008 di Tommaso Padoa-Schioppa destinò 800 milioni di fondi da destinarsi alla banda larga. Poi il governo cadde e non se ne fece più nulla, ma i fondi restarono assegnati alla loro destinazione. Poi venne Paolo Romani, l’allora viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, che nel giugno 2009 annunciò un piano che portava il suo nome, il “Piano Romani”.

Il banchiere…

il banchiere: … fare soldi speculando sul bisogno di soldi dell’altro… solo perchè chi lo fa è nato ricco, oppure perchè ha ostinato la sua esistenza a diventarlo. Ma io dico, perchè per colpa di pochi stronzi, ognuno dovrebbe sacrificare la propria esistenza a cercare di arricchirsi per non soccombere??…e magari già che c’è… a speculare sull’altro, così la giostra continua e la vita, quella vera, muore??

Referendum? Una vittoria del cittadino ed una sconfitta dei partiti…

Abbiamo incominciato a fine giugno 2010 a raccogliere le firme per questi referendum! Abbiamo chi? Sosteniamoci.it e altri cittadini sensibili alla causa, anzi cambiamo l’ordine… prima i cittadini forse, poi Sosteniamoci.it.

Già allora fu record per il nostro Paesino. Il Referendum per cui organizzammo volantinaggio e banchetti fu ideato dai Movimenti per l’Acqua Pubblica: nessun partito. Gente organizzata ed informata. Ce la facemmo e lo scorso weekend abbiamo votato.

Esiste un migliore esempio di democrazia diretta di questo?

Forse la politica rappresentativa sta pian piano cadendo perchè oggi con le nuove tecnologie la politica partecipata sta contagiando l’Italia. Se Obama ha vinto con Facebook,  in questo referendum anche al Facebook italiano va riconosciuto qualche merito.

Partecipare significa crescere, capire il mondo, ma anche avere più libertà e, perchè no, convivere con il vicino, con il collega, con i clienti in modo migliore. Partecipare ci fa sentire una comunità che, anche se con opinioni a volte diverse, collabora per salvare la baracca.

I candidati scelti dai partiti sono stati cassati dalle amministrative, le leggi partorite da questo governo sono state cassate dai referendum.

Oggi possiamo solo abolire, domani magari potremmo anche proporre leggi…e se in svizzera fanno 10 referendum l’anno senza quorum, e se la tecnologia ci aiuterà, un giorno forse potremmo veramente decidere del nostro futuro. Le idee segneranno le epoche, non i Leader.

Un po’ di aria nuova in politica…

…le alternative esistono. Grillo non è la soluzione. Non servono leader ma gente nuova, giovani e partecipazione. In questa iniziativa, queste cose ci sono tutte.