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	<title>Sosteniamoci</title>
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	<description>&#039;Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla&#039;</description>
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		<title>Crescere, crescere, crescere: sempre più schiavi del PIL&#8230;</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2012/02/04/crescere-crescere-crescere-sempre-piu-schiavi-del-pil/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE COMMENTATE]]></category>
		<category><![CDATA[Ne Destra, ne Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescere crescere crescere, il pil, consumare di più &#8230; dimenticandosi i fondamentali per essere felici su questa terra!! Non sarebbe meglio avere qualche gingillo in meno ed avere più tempo, più serenità, più energia da spendere nei cazzi nostri!? &#8230;ricordiamo che il &#8220;MERCATO&#8221; l&#8217;abbiamo inventato noi, dopotutto, potremmo inventare un altro sistema&#8230;. Condividi su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8bfnFNJ850A"><img class="alignleft size-full wp-image-1310" title="htyftrf" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2012/02/htyftrf.png" alt="" width="414" height="128" /></a>Crescere crescere crescere, il pil, consumare di più &#8230;  <strong>dimenticandosi </strong>i fondamentali per essere felici su questa terra!! Non sarebbe meglio  avere qualche gingillo in meno ed avere <strong>più tempo, più serenità, più  energia da spendere nei cazzi nostri!? </strong>&#8230;ricordiamo che <strong>il &#8220;MERCATO&#8221;  l&#8217;abbiamo inventato noi</strong>, dopotutto, potremmo inventare un altro  sistema&#8230;.</p>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="icon_link" share_url="http://www.sosteniamoci.it/2012/02/04/crescere-crescere-crescere-sempre-piu-schiavi-del-pil/">Condividi su Facebook</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Direttamente da Meserotua.it: il mio intervento su cemento e mala-gestione del territorio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 04:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[I MIEI EDITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[MANIFESTAZIONI ed EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Mesero e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipaz. Attiva]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il mio intervento: è un tentativo di informare e, allo stesso tempo, stimolare la riflessione sul sistema malato del cemento=parco naturale e viceversa. Con un area verde protetta infatti, ci si lava la coscienza per poi dare inizio all’inesorabile cementificazione del territorio circostante il parco stesso. A Mesero poi, insistendo su una superficie territoriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco il mio intervento</strong>: è un tentativo di informare e, allo stesso tempo, stimolare la riflessione sul sistema malato del <strong>cemento=parco naturale e viceversa</strong>. Con un area verde protetta infatti, ci si lava la coscienza per poi dare inizio all’inesorabile cementificazione del territorio circostante il parco stesso. A <strong>Mesero </strong>poi, insistendo su una superficie territoriale piccolissima, è previsto un insediamento prevalentemente industriale  grande quanto 5 VOLTE il centro commerciale “il Destriero” di Vittuone!! <strong>Non dimentichiamo che la qualità dell’ambiente dove si vive, influenza inesorabilmente la qualità della vita di chi ci abita!</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JiYHPoRg64k&amp;feature=related"><img class="aligncenter size-full wp-image-1302" title="mio intervento" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2012/02/mio-intervento.png" alt="" width="470" height="287" /></a></p>
<p>Ecco il resto dell&#8217;articolo tratto direttamente da <a href="http://www.meserotua.it/" target="_blank">Meserotua.it</a></p>
<table width="55%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tr valign="top">
<td width="50%">- <strong>Intervento in video di Domenico Finiguerra</strong>: Sindaco di Cassinetta di Lugagnano e promotore di &rdquo; Stop al Consumo di Suolo&rdquo;: <a title="Domenicco Finiguerra per Cemento sui Denti" href="http://www.youtube.com/watch?v=9i37YV2hzBM&amp;context=C3a1967bADOEgsToPDskLdgDiAmpW3qNMExQrjty0K" target="_blank">Video </a></td>
<td width="50%">- <strong>Alcune foto dell&#8217;evento &quot;Cemento sui Denti&#8230; dei Meseresi, </strong>avvenuto il 28 Gennaio 2012 a Mesero per contrastare la devastazione del paesaggio </td>
</tr>
<tr>
<td align="center"><iframe width="270" height="213" src="http://www.youtube.com/embed/9i37YV2hzBM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </td>
<td align="center"><object width="270" height="213"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F75893411%40N06%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F75893411%40N06%2F&#038;user_id=75893411@N06&#038;jump_to=" /><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F75893411%40N06%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F75893411%40N06%2F&#038;user_id=75893411@N06&#038;jump_to=" width="270" height="213"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td height="47" colspan="2" valign="middle">&nbsp;<strong><br/>- Intervento di Damiano Di Simine</strong>, Presidente Legambiente Lombardia: <a href="http://youtu.be/fQw3j6Fxj08" target="_blank">Video </a></td>
</tr>
<tr align="center" valign="middle">
<td height="213"><a href="http://youtu.be/fQw3j6Fxj08" target="_blank"><iframe width="270" height="213" src="http://www.youtube.com/embed/fQw3j6Fxj08" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
    </a></td>
<td height="213" align="left">E&#8217; affascinante cercare di rispondere ai numeri di cemento che rischiano di contaminare il futuro di Mesero, con i numeri della partecipazione e del volontariato:</p>
<ul>
<li><strong>110</strong> Ospiti a Cena</li>
<li><strong>160</strong> Firme raccolte conto il progetto cementifero</li>
<li>il 12 Febbraio sapremo quanti questionari abbiamo collezionato, ma le scatole di raccolta incominciano ad essere <strong>piene e pesanti</strong></li>
<li><strong>30</strong> ragazzi dello staff, che ringraziamo con il cuore</li>
<li><strong>250 </strong>presenze in tutta la giornata</li>
</ul>
</td>
</tr>
</table>
</ul>
<p>E&#8217; stato riconfermato come <strong>il cittadino gradisce essere coinvolto</strong> e consultato quando le scelte in gioco sono grandi e importanti, tali da poter cambiare per sempre il contesto dell&#8217;ambiente in cui si vive. Il 28 Gennaio 2012 <strong>un forte &#8220;NO!</strong>&#8221; si è alzato difronte alla minaccia di centinaia di migliaia di Metri Quadri di cemento qui a Mesero! L&#8217;appello a partecipare, ad esprimere la propria opinione ed a controllare l&#8217;operato degli amministratori è più forte che mai.</p>
<p>Grazie per esserci stati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="icon_link" share_url="http://www.sosteniamoci.it/2012/02/04/direttamente-da-meserotua-it-il-mio-intervento-su-cemento-e-mala-gestione-del-territorio/">Condividi su Facebook</a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cemento sui Denti: grandi iniziative a Mesero contro la speculazione ed il consumo di suolo</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2012/01/20/cemento-sui-denti-grandi-iniziative-a-mesero-contro-il-cemento-in-arrivo/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[MANIFESTAZIONI ed EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Mesero e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipaz. Attiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 28 Gennaio 2012, Centro di Via Piave, Mesero Questionario con punti di raccolta negli esercizi commerciali Mostra fotografica dedicata agli eco-mostri della nostra zona Dibattito in cui interverranno: Damiano di Simine ( Legambiente), Domenico Finiguerra del Movimento Stop al Consumo di Suolo, Roberto Oldani del Fondo Ambiente Italiano, Fabio Prina consigliere indipendente a Mesero. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.meserotua.it/?p=391"><img class="alignright size-large wp-image-1292" title="CEMENTO SUI DENTI-28 Gennaio MESERO" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2012/01/CEMENTO-SUI-DENTI-28-Gennaio-MESERO-724x1024.jpg" alt="" width="329" height="465" /></a>Sabato 28 Gennaio 2012, Centro di Via Piave, Mesero</p>
<ul>
<li><strong>Questionario</strong> con punti di raccolta negli esercizi commerciali</li>
<li><strong>Mostra fotografica</strong> dedicata agli eco-mostri della nostra zona</li>
<li><strong>Dibattito</strong> in cui interverranno: Damiano di Simine ( Legambiente), Domenico Finiguerra del Movimento Stop al Consumo di Suolo, Roberto Oldani del Fondo Ambiente Italiano, Fabio Prina consigliere indipendente a Mesero.</li>
<li><strong>Cena Bio</strong> su prenotazione (<a href="http://www.meserotua.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/MENU.pdf" target="_blank">Menu e contatti</a>)</li>
<li><strong>Spettacolo Teatrale</strong> &#8221; Lo stato d&#8217;assedio&#8221; dedicato a NO EXPO</li>
<li><strong>Musica in chiusura </strong>con &#8220;The unplagged and undragged&#8221;</li>
</ul>
<p>Ecco come il sito di riferimento, <a href="http://www.meserotua.it/" target="_self">www.meserotua.it</a>, descrive l&#8217;evento&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>350.000 mq</strong> di capannoni e <strong>cemento</strong>, equivalenti a 50 campi da calcio, stanno per piombare sul piccolo <strong>Comune di Mesero</strong>.  Casa nostra. Un progetto venduto come l’affare che permetterà  all’amministrazione di trovare i soldi per costruire la nuova scuola  elementare. Un progetto nato con numeri rotondi, certi nella quantità,  ma discutibili nel metodo. <strong>Non esiste infatti un progetto preliminare</strong> della scuola <a href="http://www.meserotua.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/osservazioni-piano-triennale-opere-mesero.pdf" target="_blank">(approfondisci)</a>,  non si sa neanche dove andrà fatta, se verrà  ampliata,  se manca solo  una palestra o come crescerà la popolazione meserese, ecc… L’unica cosa  certa è l’immane quantità di suolo che andrà perso per sempre, in un  momento di crisi economica dove il suolo torna ad avere un’importanza  centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, ma non solo, <strong>un gruppo di cittadini si è mobilitato</strong> per portare all’attenzione dei Meseresi,  questo mega progetto dalle  fondamenta d’argilla.. Cittadini Meseresi che sono stati lasciati in  pasto alle voci di paese, alle supposizioni, alle dicerie, alle  strumentalizzazione di una parte o dell’altra, in balia insomma, di una <strong>malsana informazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cemento sui denti è anche questionario.</strong> Gli organizzatori  vedono infatti nella partecipazione popolare, civica  e volontaristica, l’unica strada da percorrere per uscire da questo  momento buio della politica, dell’economia e dell’uomo stesso: <a href="http://www.meserotua.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/dichiarazione-volantino.jpg" target="_blank">leggi la dichiarazione sul volantino.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.meserotua.it/" target="_self">www.meserotua.it</a></p>
</blockquote>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="icon_link" share_url="http://www.sosteniamoci.it/2012/01/20/cemento-sui-denti-grandi-iniziative-a-mesero-contro-il-cemento-in-arrivo/">Condividi su Facebook</a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La politica come Wikipedia&#8230;</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2012/01/03/la-politica-come-wikipedia/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[I MIEI EDITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Ne Destra, ne Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Partendo dal presupposto che la politica decide di tutto, limita o agevola la tua vita, farcisce l&#39;educazione di tuo figlio, allevia o aggrava la tua salute fisica e mentale&#8230;. Perso atto quindi che TUTTI dovremmo masticare di politica, perch&#232; &#232; un dovere informarsi, un dovere partecipare, un dovere controllare&#8230;. ecc&#8230;. Se la politica funzionasse come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partendo dal presupposto che la <strong>politica decide di tutto</strong>, limita o agevola la tua vita, farcisce l&#39;educazione di tuo figlio, allevia o aggrava la tua salute fisica e mentale&#8230;. Perso atto quindi che TUTTI dovremmo masticare di politica, perch&egrave; &egrave; un <strong>dovere </strong>informarsi, un dovere partecipare, un dovere controllare&#8230;. ecc&#8230;.</p>
<p>Se la politica funzionasse come wikipedia,&nbsp; ci sarebbe in pi&ugrave; molta speranza di quella che si respira oggi.</p>
<p>Ne volete una prova?</p>
<p>Leggete l&#39;appello di <span class="gD">Jimmy Wales, il fondatore di <a href="http://it.wikipedia.org/">Wikipedia</a>, e &#8230;..<br />
	</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p>Gentile Fabio,</p>
<p>La tua donazione ha mantenuto Wikipedia sul web lo scorso anno, e se per te va bene, quest&#39;anno vorrei chiederti di farla di <a href="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-1288" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" style="width: 128px; height: 112px;" title="images" /></a>nuovo.</p>
<p><a href="https://donate.wikimedia.org/wiki/Special:FundraiserRedirector?uselang=it&amp;utm_campaign=20111220EM1.it.IT&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=email1.EUR-post.20" target="_blank">Clicca qui per effettuare una donazione sicura di 10&euro; proprio ora.</a></p>
<p>Google ha quasi un milione di server. Yahoo ha qualcosa come 13.000 dipendenti. Noi abbiamo 400 server e solo 73 dipendenti.</p>
<p>Wikipedia e i suoi progetti fratelli si collocano tra i cinque siti web pi&ugrave; visitati al mondo e ogni mese vengono utilizzati da pi&ugrave; di 454 milioni di persone, con miliardi di pagine visualizzate.</p>
<p>Il commercio &egrave; una cosa buona. Fare pubblicit&agrave; non &egrave; sbagliato. Ma qui, nei progetti Wikimedia, &egrave; fuori luogo.</p>
<p>Wikipedia &egrave; qualcosa di speciale. &Egrave; come una biblioteca o un parco pubblico. &Egrave; come un tempio per la mente. &Egrave; un luogo nel quale tutti noi possiamo andare a pensare, imparare, condividere la nostra conoscenza con gli altri.</p>
<p>Quando ho fondato la Wikimedia Foundation, avrei potuto renderla una societ&agrave; a scopo di lucro inserendo della pubblicit&agrave;, ma non &egrave; stato cos&igrave;, volevo fare qualcosa di diverso. Abbiamo lavorato sodo per anni per mantenere il sito snello e senza fronzoli ottenendo buoni risultati. Rispettiamo i nostri obiettivi e lasciamo gli interessi ad altri.</p>
<p>Se ogni persona che legge questo messaggio donasse 10&euro;, basterebbe un solo giorno di donazioni l&#39;anno. Non tutti hanno la possibilit&agrave; o la volont&agrave; di donare, e questo non &egrave; un problema. Ogni anno il numero di persone che compie una donazione si rivela sufficiente.</p>
<p><a href="https://donate.wikimedia.org/wiki/Special:FundraiserRedirector?uselang=it&amp;utm_campaign=20111220EM1.it.IT&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=email1.EUR-post.20" target="_blank">Quest&#39;anno, per favore, prendi in considerazione l&#39;idea di donare 10&euro;, 20&euro;, 50&euro; o quanto puoi, per proteggere e sostenere i progetti Wikimedia.</a></p>
<p>Grazie,<br />
		<b>Jimmy Wales</b></p>
</blockquote>
<p>&#8230;e non avete colto, tra queste righe, una brezzolina di speranza?</p>
<p><strong>Sosteniamoci ha donato, come ogni anno! <br />
	</strong></p>
<p><strong>Fallo anche tu, il sapere &egrave; la prima arma per sconfiggere le diseguaglianze! (Anche quelle tra manager milionario e operaio stagista sottopagato&#8230;.)<br />
	</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le brevissime di Gennaio</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2011/12/28/le-brevissime-di-gennaio/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 21:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Brevissime 2012]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE COMMENTATE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sosteniamoci.it/?p=1283</guid>
		<description><![CDATA[Dopo le frequenze ecco le slot machine, Licenze gratis per il gioco d&#39;azzardo Come nel caso del beauty contest, lo Stato potrebbe rinunciare a un incasso vicino al miliardo di euro. Manca solo il decreto e i dieci concessionari avranno il via libera per nove anni. A costo zero Condividi su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/un-regalo-ai-soliti/180235/"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1284" height="66" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/12/dfgdfg.png" title="dfgdfg" width="383" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">Dopo le frequenze ecco le slot machine, Licenze gratis per il gioco d&#39;azzardo </p>
<p>	Come nel caso del beauty contest, lo Stato potrebbe rinunciare a un incasso vicino al miliardo di euro. Manca solo il decreto e i dieci concessionari avranno il via libera per nove anni. A costo zero</span></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="icon_link" share_url="http://www.sosteniamoci.it/2011/12/28/le-brevissime-di-gennaio/">Condividi su Facebook</a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CAROVANA ANTIMAFIA Ovest Milano</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2011/11/30/carovana-antimafia-ovest-milano/</link>
		<comments>http://www.sosteniamoci.it/2011/11/30/carovana-antimafia-ovest-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[MANIFESTAZIONI ed EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipaz. Passiva]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sosteniamoci.it/?p=1269</guid>
		<description><![CDATA[Condividi su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/-EixZTNNe1w" width="450"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://youtu.be/-EixZTNNe1w"><br />
	</a></p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/-Gqh1vrE-05U/TtUbjTd3tbI/AAAAAAAAAGU/mKqhDoGwfa4/s1600/volantnomafia3011.jpg"><img alt="" class="alignnone" src="http://2.bp.blogspot.com/-Gqh1vrE-05U/TtUbjTd3tbI/AAAAAAAAAGU/mKqhDoGwfa4/s1600/volantnomafia3011.jpg" style="width: 301px; height: 423px;" title="carovana antimafia" /></a></p>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="icon_link" share_url="http://www.sosteniamoci.it/2011/11/30/carovana-antimafia-ovest-milano/">Condividi su Facebook</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Brevissime di Novembre</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2011/11/15/brevissime-di-novembre/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Brevissime 2011]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE COMMENTATE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sosteniamoci.it/?p=1257</guid>
		<description><![CDATA[Crisi? Non &#232; una questione politica, non &#232; una questione economica, &#232; una questione culturale: dopo 20anni di TV commerciale zeppa di TETTE e Culi, possiamo ormai berci di tutto mentre loro rideranno alle nostre spalle&#8230;. Ma questi due si scambiano il POLIDENT?!!? &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; qualcuno diceva che &#232; facile controllare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fZBA-oifCQg&amp;feature=player_embedded"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1267" height="106" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/hjhjhjh.png" title="hjhjhjh" width="431" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">Crisi? Non &egrave; una questione politica, non &egrave; una questione economica, &egrave; una questione culturale: dopo 20anni di TV commerciale zeppa di TETTE e Culi, possiamo ormai berci di tutto mentre loro rideranno alle nostre spalle&#8230;. <img src='http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/polident.png"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1265" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/polident.png" style="width: 186px; height: 152px;" title="polident" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">Ma questi due si scambiano il POLIDENT?!!?</span></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/censura-radio-punto-sulla-criminalita.html"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1264" height="128" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/hghghgh1.png" title="hghghgh" width="430" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serviziopubblico.it/gli_indignati/2011/11/17/news/il_diritto_di_manifestare.html?cat_id=8"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1263" height="64" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/hghghgh.png" title="diritto di manifestare" width="412" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">qualcuno diceva che &egrave; facile controllare un popolo che ha paura&#8230;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/italiani-paura-futuro/30-09-2011/1-A_000254195.shtml"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1258" height="113" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/rtrt.png" title="rtrt" width="424" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">&#8230;nella crisi, il volere del popolo non conta pi&ugrave;&#8230; come il popolo non ha scelto la crisi, ora non sceglie Monti. Largo alla legislatura delle banche quindi, e saranno lacrime e sanque&#8230; Meglio il voto&#8230;</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iEUeiU2ZPzk&amp;feature=share"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1259" height="106" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/rrrr.png" title="rrrr" width="405" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p style="text-align: center;"><span class="messageBody" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">forse un meno peggio esiste&#8230; cerchiamolo e bracchiamolo&#8230;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ssrUKUrfFSY&amp;feature=player_embedded"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1260" height="106" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/11/ggg.png" title="ggg" width="419" /></a></p>
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		<title>Perchè internet è LA SPERANZA&#8230;.</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2011/10/19/perche-internet-e-la-speranza/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 21:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[I MIEI EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[ECCEZIONALE! Grafici, numeri, documenti, che evidenziano una cosa: dove c&#39;&#232; rete c&#39;&#232; speranza. I paesi che investono in rete crescono di pi&#249;, aumentano il PIL, l&#39;economia si velocizza&#8230;. La rete quindi non &#232; solo informazione libera, immediata, gratis, ma anche lavoro, velocit&#224; e soldi, senza parlare di quella partecipazione virtuale che ha permesso all&#39;Islanda di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#f00;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="157" src="http://www.youtube.com/embed/7OmQhG6KE-4" width="250"></iframe></span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#f00;">ECCEZIONALE! </span></strong>Grafici, numeri, documenti, che evidenziano una cosa: <strong>dove c&#39;&egrave; rete c&#39;&egrave; speranza.</strong> <strong>I paesi che investono in rete crescono di pi&ugrave;, aumentano il PIL, l&#39;economia si velocizza</strong>&#8230;. La rete quindi non &egrave; solo informazione libera, immediata, gratis, ma anche lavoro, velocit&agrave; e soldi, senza parlare di quella partecipazione virtuale che ha permesso all&#39;Islanda di discutere e <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=costituzione%20islanda%20internet&amp;source=web&amp;cd=3&amp;ved=0CDgQFjAC&amp;url=http%3A%2F%2Ftg24.sky.it%2Ftg24%2Fmondo%2F2011%2F06%2F10%2Fislanda_costituzione_facebook_social_network_youtube.html&amp;ei=6kifTvHHCcbEtAbsi52LAw&amp;usg=AFQjCNHT9TIba1zYeLl7BVh6SVP5S1p_tQ&amp;sig2=S5mex5DwQrRzpd1HTvJYlw&amp;cad=rja">scrivere la costituzione</a> direttamente on-line. Ma, che dite? Magari un po di<strong> trasparenza, controllo e semplificazione burocratica</strong>, potrebbero fare bene ad un paese lento e complicato come il nostro?</p>
<p>Niente da fare per&ograve;, la banda larga in Italia, rispetto alla classifica mondiale, ha dei numeri che ci comparano agli stati africani&#8230;. <strong>i governi italiani non vogliono la rete &egrave;</strong>&#39; evidente. Meglio la TV, annebbia il cervello e fa guadagnare di pi&ugrave;&#8230;</p>
<p>Leggi o guarda il video&#8230;</p>
<p><em>Intervista a<a href="http://www.byoblu.com/" target="_blank"> <u>Claudio Messora</u></a>:</em><br />
	Qualcuno ha detto che Internet sia la pi&ugrave; grande invenzione dopo quella di Gutenberg , avvenuta oltre 500 anni fa. In realt&agrave;, la Rete pi&ugrave; che altro ha inciso sulle carte geografiche. Ha reso piatta la Terra. Ha avvicinato popoli e citt&agrave;. Ha costruito interminabili ponti che possono essere attraversati alla velocit&agrave; della luce. Per questo, Internet &egrave; molto pi&ugrave; simile alla scoperta e alla commercializzazione dell&rsquo;energia elettrica, che anche lei, aveva accelerato pensieri e idee, allungando le ore di lavoro grazie all&rsquo;illuminazione, permettendo l&rsquo;edificazione di altissimi grattacieli grazie alla costruzione di potenti, infaticabili ascensori, alimentando motori elettrici che hanno velocizzato la produttivit&agrave; delle industrie, accendendo le radio e le televisioni. Internet non &egrave; una cosa e non &egrave; un luogo. E&rsquo; un fattore di moltiplicazione. E&rsquo; pensiero puro, fissato nel tempo come pitture rupestri e trasmesso istantaneamente alla velocit&agrave; della luce. Internet &egrave; l&rsquo;aggiunta della telepatia ai sensi dell&rsquo;uomo, &egrave; il teletrasporto dell&rsquo;intelligenza, &egrave; un cantiere dove ognuno aggiunge e sposta incessantemente il suo mattoncino. E poi lo lascia l&igrave;, a disposizione degli altri.</p>
<p>
	<span id="*cmi1*"><b>A cosa serve Internet?</b></span> <span id="lasettimanaskip">(<a href="#*cmi1*" onclick="document.getElementById('_cmi1_').style.display='block'"><u>espandi</u></a> | <a href="#_cmi1_" onclick="document.getElementById('_cmi1_').style.display='none'"><u>comprimi</u></a>)</span><br />
	Basterebbe questo per convincersi ad investire nella Rete, ma c&rsquo;&egrave; dell&rsquo;altro. E&rsquo; il mondo degli affari, e conseguentemente del lavoro, ad essere uno dei pi&ugrave; grandi beneficiari dello sviluppo di internet. Nello studio &ldquo;<em><u><a href="http://www.mckinsey.com/mgi/publications/internet_matters/pdfs/MGI_internet_matters_full_report.pdf" target="_blank">Internet matters: the net&rsquo;s sweeping impact on growth, jobs and prosperity</a></u></em>&rdquo;, elaborato dal McKinsey Global Institute, si stima che gli utenti di Internet nel mondo siano 2 miliardi, e che ogni navigatore produca un valore aggiunto di venti euro al mese.<span id="_cmi1_" style="display:none;">In 13 paesi analizzati, internet produce 3,4 punti di Pil, una percentuale superiore al peso dell&rsquo;agricoltura e del settore dell&rsquo;energia, per esempio, e nei paesi considerati &ldquo;<em>maturi</em>&rdquo; (Svezia, Germania, Regno Unito, Francia, Usa, Corea del Sud, Canada, Italia e Giappone) &egrave; in media alla base del 21% della crescita del prodotto interno lordo negli ultimi 5 anni. Tanto per capirci, il contributo al Pil &egrave; del 6.3% in Svezia, del 5,4% nel Regno Unito, del 4.6% nella Corea del Sud, del 4% in Giappone, del 3.8% negli Stati Uniti e via di seguito fino al 1.7% dell&#39;Italia, all&#39;1,5% del Brasile e allo 0,8% della Russia. Su scala globale, invece, si stima che il contributo al Pil sia almeno del 2,9%, una cifra pari <strong>1672 miliardi di dollari</strong>. I consumi e la spesa prodotti a livello mondiale dal web nel 2009, per esempio, sono stati superiori all&rsquo;intero Pil del Canada o della Spagna, e sono cresciuti ad un ritmo superiore di quello del Brasile. Per ogni posto di lavoro che contribuisce a far perdere, <strong>Internet crea 2,6 posti di lavoro</strong> ma &egrave; sorprendente notare che oltre il 75% del valore aggiunto creato dalla Rete va a totale beneficio del mondo dell&rsquo;industria tradizionale, principalmente grazie all&rsquo;aumento della produttivit&agrave;. Inoltre, internet produce il 10% di aumento della produttivit&agrave; per le piccole e medie imprese: quelle che fanno uso massiccio di tecnologie web crescono ed esportano ad un fattore doppio rispetto alle altre. Sar&agrave; per questo che le Nazioni Unite, nel loro <u><a href="http://www.un.org/millenniumgoals/11_MDG%20Report_EN.pdf" target="_blank">Millennium Development Goals</a></u>, indicano la penetrazione di internet come una metrica chiave nello sforzo di ridurre la povert&agrave; e di incoraggiare lo sviluppo sostenibile.<br />
	Basterebbero questi dati, tralasciando il ruolo chiave che la Rete svolge nei processi globali di democraticizzazione, a spingere i governi a voler ottimizzare la loro partecipazione all&rsquo;ecosistema della Rete. Ma incoraggiare l&rsquo;uso di internet non &egrave; che il primo passo per fermare la spesa pubblica. Bisogna formare il capitale umano, erogare quello finanziario, costruire le infrastrutture e determinare l&rsquo;humus affinch&eacute; il mondo degli affari possa cogliere le opportunit&agrave; offerte dall&rsquo;innovazione. Come siamo messi in Italia, a questo proposito?</span></p>
<p>	<span id="*cmi2*"><b>Lo stato della Rete in Italia</b></span> <span id="lasettimanaskip">(<a href="#*cmi2*" onclick="document.getElementById('_cmi2_').style.display='block'"><u>espandi</u></a> | <a href="#_cmi2_" onclick="document.getElementById('_cmi2_').style.display='none'"><u>comprimi</u></a>)</span><br />
	Nel suo rapporto &ldquo;<a href="http://www3.weforum.org/docs/WEF_GITR_Report_2011.pdf" target="_blank"><u>The Global Information Technology Report 2010 &ndash; 2011</u></a>&rdquo;, il World Economic Forum definisce la competitivit&agrave; come un insieme di politiche, istituzioni, e fattori che determinano la produttivit&agrave; di un Paese. Pensate che per il solo 2015 le opportunit&agrave; offerte dallo sviluppo delle autostrade digitali ammontano a qualcosa come 1900 miliardi di dollari. Eppure, su 138 economie prese in considerazione dallo studio, alla domanda &ldquo;<em>siete pronti per la Rete?</em>&rdquo; <span id="_cmi2_" style="display: none;">l&rsquo;Italia risponde con un punteggio di 4.0, posizionandosi al 51&deg; posto. Va peggio quando si raffronta l&rsquo;utilizzo che della Rete si fa nei vari paesi a livello aziendale: siamo 71&deg;. E come siamo messi quanto alla capacit&agrave; di creare nuovi modelli di business, nuovi servizi e prodotti sfruttando le potenzialit&agrave; della Rete? <strong>Nientemeno che 88&deg;</strong>. E precipitiamo oltre quando si fa una comparazione tra le capacit&agrave; di ogni singola economia di usare le tecnologie dell&rsquo;informazione per creare nuovi modelli di organizzazione. <strong>Novantesimi!</strong><br />
	Per cercare di spingere i paesi digitalmente arretrati a recuperare terreno, la Commissione Europea ha stilato una <a href="http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm" target="_blank"><u>Digital Agenda for Europe</u></a>, con l&rsquo;obiettivo di massimizzare l&rsquo;impatto economico e sociale di Internet, definito un mezzo vitale per le attivit&agrave; economiche, sociali, relative al mondo degli affari, del lavoro e della comunicazione. Nel suo rapporto principale, l&rsquo;Europa (confermata dal rapporto Caio) rileva come il 12% della popolazione italiana non abbia ancora nessun tipo di connettivit&agrave; fisica alla Rete. Parliamo di 7,5 milioni di cittadini. Inoltre, sarebbe ben il 36% della popolazione a non avere mai navigato su Internet in tutta la vita! 55 famiglie su 100 dispongono di una connessione ad Internet, di cui solo 2 via chiavetta UMTS (3G), ma <strong>siamo quartultimi rispetto alla percentuale di utenti Internet regolari</strong>, poco sopra il 40% e davanti alla Grecia, alla Bulgaria e alla Romania, ma rispetto a questo dato sia la Grecia che la Bulgaria che la Romania hanno tutti un trend di crescita superiore al nostro. <strong>La Bulgaria riesce a totalizzare un trend di crescita superiore al 17% in un solo anno, contro il nostro 4%.</strong><br />
	Il tasso di penetrazione della banda larga &#8211; dati rilevati a gennaio 2010 &#8211; vede in testa la Danimarca, con il 37,8% delle connessioni. Sar&agrave; forse per questo il motivo perch&eacute; hanno appena eletto un governo giovane, con <strong>un Ministro delle Finanze di appena 26 anni? </strong>La media dell&#39;Europa allargata, dove ci sono 123.738.940 linee a banda larga e ogni giorno se ne aggiungono 28.199, &egrave; del 24,8%, Noi siamo diciassettesimi, con il 18,7%. Secondo Eurostat (dati 2009) in Islanda ogni 100 famiglie, 87 sono connesse a banda larga. Sar&agrave; per questo che la nuova Costituzione islandese, appena riscritta, &egrave; stata partorita proprio sulla Rete? A livello mondiale solo la Corea riesce a star dietro agli islandesi, con 81 famiglie su 100. Poi viene la Svezia con 79 famiglie, la Norvegia che ne vanta 78 e, in ventottesima posizione, arriviamo noi, l&rsquo;Italia, dove solo 38 famiglie su 100 hanno a disposizione una connessione in banda larga.<br />
	Ma come cresce questo mercato della banda larga? Il tasso di penetrazione tra il gennaio 2009 e il gennaio 2010, calcolato dove i mercati sono ancora immaturi, vede al primo posto Cipro con il 4%. La Slovacchia e la Grecia hanno un tasso di penetrazione basso, inferiore alla media, ma di contro vantano un altissimo tasso di crescita. L&rsquo;Austria, la Spagna, la Romania, la Lituania, la Polonia, la Lettonia, la Slovenia, la Bulgaria e &ndash; manco a dirlo &ndash; l&rsquo;Italia hanno manifestato un tasso di crescita compreso fra 1 e 2 punti percentuali, fallendo l&rsquo;aggancio alla media europea e riuscendo a ruzzolare perfino indietro. Curiosamente, la Commissione Europea ci informa, vi sono alcune economie caratterizzate da un pi&ugrave; rapido declino del prodotto interno lordo, dovuta alla contrazione della crisi, rispetto alla media europea, dove il mercato delle linee fisse a banda larga &egrave; cresciuto pi&ugrave; velocemente rispetto alla media europea (per esempio la Slovacchia, la Grecia, l&rsquo;Ungheria, la Repubblica Ceca e la Germania). Mentre in paesi come il Belgio, la Spagna, l&rsquo;Austria, la Polonia e l&rsquo;Italia, che hanno manifestato un declino meno rapido del Prodotto interno lordo; in realt&agrave; il mercato delle linee fisse a banda larga &egrave; cresciuto molto meno. Il tasso di crescita per il mercato della fibra ottica &egrave; elevatissimo in Giappone e in Corea, mentre trova il suo picco negativo proprio in Europa. A giugno 2010 la banda larga in Europa significa soprattutto DSL con l&rsquo;81% dei collegamenti, fibra ottica: 2% e altre tecnologie: 19%, ma in Italia? In Italia a farla da padrone &egrave; soltanto la DSL, con quasi il 98% dei collegamenti cosiddetti a banda larga. &ldquo;<em>Cosiddetti</em>&rdquo; perch&eacute; anche se a livello nominale <strong>la velocit&agrave; media della banda larga italiana &egrave; circa il 20% sotto ai 2 Mbps, per il 70% tra i 2 Mbps e i 10 Mbps e per il 9% circa oltre i 10 Mbps,</strong> in realt&agrave;, ben 120 mila test effettuati da &ldquo;Between&rdquo; dimostrano come le reali prestazioni della banda larga italiana non superino il 55% della velocit&agrave; nominale dichiarata contrattualmente dagli operatori, che fanno sempre riferimento a quella massima. Grazie a <a href="http://wikileaks.org/" target="_blank"><u>Wikileaks</u></a>, abbiamo potuto leggere un documento riservato, stilato da Francesco Caio, consulente italiano sulle tecnologie di Rete, dove le adsl superveloci tanto blasonate vengono bollate come pubblicit&agrave; ingannevole e dove si dice che la Rete italiana &egrave; molto vecchia e alquanto instabile. Sar&agrave; per questo che lo studio <a href="http://www.sbs.ox.ac.uk/newsandevents/Documents/Broadband%20Quality%20Study%202009%20Press%20Presentation%20%28final%29.pdf" target="_blank"><u>Broadband Quality Score</u></a>, realizzato nel 2009 dall&rsquo;universit&agrave; di Oxford e da quella di Oviedo sulla base di oltre 24 milioni di misurazioni reali portate avanti da SpeedTest.net, rispetto a fattori chiave della velocit&agrave; di upload, di download e rispetto alla latenza, ci vede trentottesimi. Dopo (molto dopo) paesi come il Qatar, Cipro, il Bahrain, la Lettonia, l&rsquo;Estonia, la Lituania, Malta e via discorrendo. E <a href="http://www.netindex.com/" target="_blank"><u>netindex.com</u></a>, sulla base di analoghe misurazioni, indica che negli ultimi 30 giorni <strong>siamo 70&deg; per quanto riguarda la reale velocit&agrave; di download</strong>. Dopo la Cina! E <strong>109&deg; in quanto a velocit&agrave; di upload</strong>, cio&egrave; la velocit&agrave; con la quale riusciamo a caricare i nostri contenuti in Rete.<br />
	Forse per questo gli italiani usano la Rete soprattutto per cercare informazioni utili per la loro salute e sui servizi relativi alla sanit&agrave;. Poi per cercare lavoro. Poi per informarsi (news). Poi ancora per scaricare giochi, immagini, film, musica. E<strong> quasi il 90% degli internauti svolge l&#39;attivit&agrave; principe della Rete: ricevere e inviare email</strong>. Per l&#39;utilizzo dell&#39;<strong>e-commerce siamo 22&deg;</strong>, o meglio sestultimi, prima dei soliti noti: Estonia, Grecia, Lituania, Bulgaria e Romania. Stessa musica rispetto alle aziende che fanno uso di e-commerce per almeno l&#39;1% delle loro attivit&agrave; di vendita o di acquisto: siamo terzultimi, prima di Bulgaria e Romania! E perfino nel tasso di crescita e-government l&rsquo;<strong>Italia &egrave; assente dalla classifica delle TOP 20 countries.</strong><br />
	Eppure, a pagina 43 dello studio &ldquo;<a href="http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.86.7956&amp;rep=rep1&amp;type=pdf" target="_blank"><u>Economic Impact of Broadband</u></a>&rdquo; , perfino la Banca Mondiale riconosce che ogni 10% di diffusione aggiuntiva della banda larga si producono un incremento del Pil del 1,21%. E nel rapporto &quot;<a href="http://www.oecd.org/document/58/0,3343,en_2649_34223_44245946_1_1_1_1,00.html" target="_blank"><u>Network developments in support of innovation and user needs</u></a>&quot; realizzato dall&rsquo;OECD nel 2009, &egrave; confermato dal &ldquo;<a href="http://www.tomshw.it/cont/news/banda-larga-ecco-il-progetto-italia-digitale/25112/1.html" target="_blank">P<u>rogetto Italia Digitale 2010</u></a>&rdquo; di Confindustria. Si quantifica in 40 miliardi all&#39;anno, i risparmi legati alla costruzione di una buona infrastruttura digitale. Cos&igrave; suddivisi: <strong>2 miliardi per il telelavoro, 1 miliardo e 400 milioni per l&#39;e-learning, 16 miliardi per l&#39;e-government e l&#39;impresa digitale, 8 miliardi e 600 milioni per la realizzazione della sanit&agrave; digitale, mezzo miliardo per la giustizia e la sicurezza digitale e 9 miliardi e mezzo per la gestione energetica intelligente. </strong>Dati confermati da una ricerca del &ldquo;Boston Consulting Group&rdquo; e di Google, chiamata &ldquo;<a href="http://www.fattoreinternet.it/" target="_blank"><em>Fattore Internet 2011</em></a>&rdquo;, secondo la quale, a una crescita delle connessioni in banda larga contenuta anche tra il 13% e il 18%, l&rsquo;economia reale ne avrebbe un guadagno compreso tra i 59 e i 77 miliardi di euro (tra il 3,3% e il 4,3% del Pil). Il tutto con una spesa complessiva che, anche a voler cablare in fibra ottica tutto lo stivale, isole comprese, secondo un recente studio della Alcatel-Lucent, confermato da uno studio cinese, non ammonterebbe a pi&ugrave; di 10,4 miliardi di euro: 2 miliardi e 200 milioni per portare la fibra ai 5 milioni e mezzo di cittadini che vivono nelle aree urbane; 7 miliardi e 200 milioni per i raggiungere gli oltre 14 milioni di abitanti che vivono in aree suburbane, infine un miliardo per quelli che vivono in aree rurali. Ma allora perch&eacute; il Governo italiano, specialmente in un grave periodo di crisi dell&rsquo;economia tradizionale, non si butta a capofitto a investire sulla Rete?</span></p>
<p>	<span id="*cmi3*"><b>Internet e la politica italiana</b></span> <span id="lasettimanaskip">(<a href="#*cmi3*" onclick="document.getElementById('_cmi3_').style.display='block'"><u>espandi</u></a> | <a href="#_cmi3_" onclick="document.getElementById('_cmi3_').style.display='none'"><u>comprimi</u></a>)</span>In principio fu il governo Prodi. La finanziaria 2008 di Tommaso Padoa-Schioppa destin&ograve; 800 milioni di fondi da destinarsi alla banda larga. Poi il governo cadde e non se ne fece pi&ugrave; nulla, ma i fondi restarono assegnati alla loro destinazione. Poi venne Paolo Romani, l&rsquo;allora viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, che nel giugno 2009 annunci&ograve; un piano che portava il suo nome, il &ldquo;<em>Piano Romani</em>&rdquo;. <span id="_cmi3_" style="display:none;">Tale piano prevedeva di portare la banda larga con una velocit&agrave; minima di 20 Mbps al 96% della popolazione, e alla restante parte degli italiani una connettivit&agrave; minima di 2 Mbps. Cos&igrave;, il 9 giugno 2009, parl&ograve; il viceministro Romani: &ldquo;Cancellare il digital divide italiano costa 1,471 miliardi di euro. Entro la fine del 2012 tutti gli italiani avranno la possibilit&agrave; di connettersi a Internet a una velocit&agrave; compresa tra 2 e 20 Megabit al secondo. Prevalentemente in fibra&rdquo;. Il miliardo e mezzo doveva saltare fuori da 210 milioni d&rsquo;investimenti privati e un miliardo e 160 milioni di finanziamenti pubblici. Fra questi, i famigerati 800 milioni messi a disposizione da Tommaso Padoa-Schioppa, pi&ugrave; un altro po&rsquo; di soldi prelevati dai fondi FAS, i fondi europei per le aree depresse.<br />
	La Legge 18 Giugno 2009, n.69, all&rsquo;art.1 recita: &ldquo;<em>Il Governo individua e sottopone al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) per l&rsquo;approvazione nel programma le risorse necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili. Al relativo finanziamento si provvede con una dotazione di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 a valere sulle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate</em>&rdquo;.<br />
	Il 19 ottobre 2009 Renato Brunetta dice che il piano per la banda larga &egrave; ormai pronto &ldquo;<em>manca ormai solo l&rsquo;ultima spinta. Nell&rsquo;arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera dal Cipe. Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010, perch&eacute; solo attraverso una Rete Internet efficiente possono passare documenti certificati per un cambiamento della burocrazia</em>&rdquo;. <br />
	Il 4 novembre 2009, meno di due settimane dopo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in carica, Gianni Letta, dichiara che il piano e i fondi restano al Cipe ma sono congelati, perch&eacute; c&rsquo;&egrave; la crisi e perch&eacute; la banda larga non &egrave; una priorit&agrave;.<br />
	Il 17 settembre 2010 viene annunciata una riduzione definitiva dei fondi, da 800 milioni si passa a soli 100 milioni, divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale. L&rsquo;investimento, si dice ufficialmente, &egrave; da ritenersi una spesa da evitare e non un&rsquo;opportunit&agrave; di sviluppo. Con tutta probabilit&agrave;, gli spiccioli residui verranno dirottati a collegare 73 distretti industriali in fibra ottica, tagliando fuori ancora una volta le famiglie e nonostante le raccomandazioni di Bruxelles sulle reti di nuova generazione (le NGN).<br />
	Il 9 febbraio 2001, direttamente dal Consiglio dei Ministri Paolo Romani &egrave; in vena di dichiarazioni: &ldquo;<em>Inizia oggi il percorso della banda larga. Abbiamo deciso con il ministro Tremonti un finanziamento di 100 milioni sui fondi FAS per ridurre a zero il digital divide entro la met&agrave; del prossimo anno</em>&rdquo;.<br />
	Ma solo una settimana dopo, spulciando nel Decreto milleproproghe, si legge: &ldquo;<em>E&#39; autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l&#39;anno 2011, da destinare al rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale terrestre. Ai relativi oneri si provvede nell&#39;ambito delle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, nell&#39;importo complessivo deliberato dal Cipe in data 11 gennaio 2011</em>&quot;. I fondi per la banda larga, gi&agrave; pesantemente saccheggiati, passano da 800 a 70 milioni. Si toglie a Internet per dare alla televisione, insomma. Perch&eacute;? Centra qualcosa il fatto che sia Silvio Berlusconi sia Paolo Romani siano due imprenditori televisivi e che la Rete sia un potenziale distrattore di risorse pubblicitarie, nonch&eacute; un pericoloso concorrente nel processo pluralistico di formazione dell&rsquo;opinione pubblica?<br />
	Sta di fatto che, mentre l&rsquo;Italia resta al palo, condannata a regredire impietosamente nelle classifiche internazionali sulla penetrazione e sulla qualit&agrave; dei collegamenti a Internet (fattore che, ad esempio, ci condanna ad essere penultimi, prima del Portogallo, per quanto riguarda il telelavoro), tra il 2006 e il 2011 i governi che si avvicendano riescono a presentare la bellezza di dodici leggi contro la Rete.<br />
	Nel 2005 il Decreto Pisanu, che ha condannato il nostro paese all&rsquo;emarginazione digitale nei collegamenti Wi-Fi. Nel 2007 arriva la legge Franco Levi, che pretendeva che chiunque pubblicasse qualunque contenuto sulla Rete internet si iscrivesse al Registro degli Operatori della Comunicazione, il Roc. Nel 2007 ecco il Decreto Gentiloni, che istituisce e finanzia all&rsquo;interno dell&rsquo;AGCOM, con la finalit&agrave; di contrastare la pedopornografia online, il CNCPO, che stabilisce per gli internet service provider l&rsquo;obbligo di censurare contenuti ritenuti insindacabilmente inidonei alla circolazione. Senza passare dalla magistratura. Nel settembre 2009, il comma Pecorella voleva aggiungere un nuovo comma all&rsquo;articolo 1 della legge sulla Stampa (1948), per applicare la stessa disciplina anche ai siti internet aventi natura editoriale, senza specificare quali fossero i siti internet aventi tale natura. Nel gennaio 2009 anche Luca Barbareschi apporta il suo contributo, cercando di applicare regole ferree a tutela del diritto d&rsquo;autore su internet, nonch&eacute; di applicare la dottrina Sarkozy &ndash; che prevede la disconnessione forzata dei cittadini dalla Rete &ndash; anche in Italia. Parliamo dello stesso Barbareschi che usava le battute di Spinoza.it per la sua trasmissione su LA7. Nel febbraio 2009 Giampiero D&rsquo;Alia, senatore Udc, vuole istituire la repressione di attivit&agrave; di apologia o di istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet. A tal fine, vuole dare pieni poteri al ministero degli Interni affinch&eacute; possa emanare circolari immediatamente esecutive che impongano agli internet service provider di oscurare un sito web arbitrariamente ritenuto pericoloso per le leggi italiane. Poi arriva la Legge Carlucci, che vuole identificare con documento di identit&agrave; ogni singolo bit che transita in Rete. Nel dicembre 2009 &egrave; proprio Paolo Romani, quello che promette la banda larga che non arriva mai, a storpiare una direttiva europea in modo da imporre a chiunque carica un video o fa streaming audio &ndash; video in Rete, sia pure la video chat con la fidanzata, l&rsquo;equiparazione ai grandi editori televisivi, con i conseguenti obblighi. Sempre a dicembre 2009 Maroni stila un codice, il famoso Codice Maroni, ovvero un decreto governativo per fermare la violenza sul web. Il decreto non arriva, ma in compenso Maroni incontra a porte chiuse i responsabili dei pi&ugrave; diffusi social network e parla di cose che non &egrave; dato conoscere. Di l&igrave; a poco, un alto dirigente della Polizia Postale si lascia sfuggire che alti graduati del suo corpo sarebbero andati a Palo Alto, in Californi, e avrebbero ottenuto da Facebook le chiavi dei 20 milioni di profili Facebook italiani, con la possibilit&agrave; di attivare una serie infinita di controlli anche per tutelare l&rsquo;onorabilit&agrave; delle persone in vista, i cosiddetti Vip. Nel dicembre 2009 ecco la proposta Lauro, che vuole considerare internet un&rsquo;aggravante per chi incita a delinquere, portando la pena fino a 12 anni se il reato viene perpetrato per via telematica. Dal 2008, all&rsquo;interno del DDL Intercettazioni, il famigerato Comma 29 terrorizza il web, pretendendo di applicare lo stesso diritto di rettifica pensato oltre 70 anni fa per la carta stampata ai siti web di qualsiasi natura, minacciando multe fino a 12 mila 500 euro. E ancora aperta &egrave; la questione della normativa AGCOM sul diritto d&rsquo;autore, che pretende di dare l&rsquo;autorit&agrave; a chiunque di rimuovere contenuti presenti in Rete, prima ancora che sia un giudice a valutare sulla correttezza della rivendicazione.<br />
	Nel frattempo, in Finlandia la banda larga &egrave; diventata un diritto costituzionale, come l&rsquo;acqua, come l&rsquo;elettricit&agrave;. Tutti avranno i loro 100 Mbps entro il 2015. In Germania il 75% delle case l&rsquo;avr&agrave; entro il 2014 e la Francia sta investendo 10 miliardi di euro per servire 4 milioni di abitazioni entro il 2012. E mentre le istituzioni indiane riconoscono il tablet come uno strumento utile alla formazione, e per questo ne stanno distribuendo a migliaia, gratuitamente, agli studenti, contando di regalarne presto a milioni, qui da noi il progetto pi&ugrave; innovativo &egrave; quello finanziato da ben 17 testate e 34 fondazioni di origine bancaria che prevede di portare i giornali di carta stampata a due milioni di ragazzi, nelle scuole. Forse si poteva fare qualcosina di pi&ugrave;. O no?</span></p>
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		<title>Consiglieri che si auto tolgono l’indennità! Succede a Mesero</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 20:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[MANIFESTAZIONI ed EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Mesero e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Ne Destra, ne Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipaz. Attiva]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2012 i consiglieri comunali rinunciano all&#8217;indennit&#224;: non tutti per&#242;. &#160; Tratto da MeseroTua.it La seduta del consiglio comunale di Marted&#236; 11 Ottobre 2011 si &#232; sviluppata attorno ad una animata discussione sulla Partecipazione. Prima con la lettura in aula della lettera scritta dall&#8217;assessore dimissionario Edoardo Villa nella quale, in estrema sintesi, si lamenta una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="art-postheader"><a href="http://www.meserotua.it/?p=162" rel="bookmark" title="Permalink a Dal 2012 i consiglieri comunali rinunciano all’indennità: non tutti però.">Dal 2012 i consiglieri comunali rinunciano all&rsquo;indennit&agrave;: non tutti per&ograve;.</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.meserotua.it/">Tratto da MeseroTua.it<br />
	</a></p>
<p>La seduta del consiglio comunale di Marted&igrave; 11 Ottobre 2011 si &egrave; sviluppata attorno ad una animata discussione sulla <strong>Partecipazione. </strong>Prima con la lettura in aula della lettera scritta dall&rsquo;assessore dimissionario Edoardo Villa nella quale, in estrema sintesi, si lamenta una <strong>&ldquo;mancanza di apertura&rdquo; </strong>della giunta nei confronti dei consiglieri, e soprattutto dei cittadini. Si &egrave; proseguito poi, con toni ancora pi&ugrave; accesi, con la discussione della mozione&nbsp;presentata dal sottoscritto, con titolo: &ldquo;Auto-Riduzione delle Indennit&agrave; per solidarizzare con l&rsquo;aumento di tasse chiesto al cittadino.&rdquo; In questo modo propongo a tutti i consiglieri di rinunciare alla propria indennit&agrave; (100 euro circa l&rsquo;anno), ed alla giunta, una riduzione delle indennit&agrave; di assessori &nbsp;(attorno alle 160&euro; mensili) e sindaco (739&euro; mensili), in riferimento all&rsquo;anno 2012. E&rsquo; evidente come il risparmio per la collettivit&agrave; da questi tagli sia misero ed ininfluente per il bilancio comunale, ma l&rsquo;obiettivo, &egrave; &nbsp;cercare di colmare quella distanza che oggi viene percepita tra cittadino ed amministratore. Un gesto simbolico per avvicinare la politica locale, spesso molto pi&ugrave; meritevole e virtuosa di quella nazionale, al mondo civico, dell&rsquo;associazionismo e del volontariato, perch&eacute;, <strong>poche centinaia di euro, non valgono n&eacute; uno stipendio, n&eacute; la diffidenza del cittadino. </strong>Un pessimo esempio della politica nazionale ed una certa disinformazione infatti, fanno spesso immaginare indennit&agrave; ben pi&ugrave; robuste anche per Mesero, quando abbiamo dimostrato, non essere cos&igrave;. Purtroppo la mozione, <a href="http://www.meserotua.it/?p=87" target="_blank">clicca qui</a> per leggere il testo integrale, &egrave; stata bocciata dal gruppo di maggioranza, mentre &egrave; stata votata favorevolmente, oltre che dal sottoscritto, anche dai restanti consiglieri in aula. I moduli per predisporre tale rinuncia quindi, sono stati consegnati al protocollo. Se su questo punto ci saranno piacevoli aggiornamenti, mi impegner&ograve; a rettificare. Ad ogni modo, gli amministratori hanno perso, questa volta, un&rsquo;importante occasione per lanciare un segnale politico incoraggiante,&nbsp;dimostrando di essere disposti a fare dei sacrifici economici insieme ai cittadini, visto il recente aumento dell&rsquo;addizionale comunale dell&rsquo;IRPEF approvato dal consiglio.</p>
<p>L&rsquo;assemblea si &egrave; conclusa con un&rsquo;ultima mia interrogazione, <a href="http://www.meserotua.it/?p=135" target="_blank">clicca qui</a>, per chiedere le motivazioni per cui non siano ancora stati approvati quei regolamenti per la partecipazione popolare (referendum e petizioni) che lo statuto comunale prevede. Il Sindaco, sottolineando che lo statuto non prevede termini temporali riguardo tale approvazione, ha assicurato che detta questione verr&agrave; presa in considerazione dalla Commissione Regolamenti. Speriamo.</p>
<p>Fabio Prina, Consigliere Indipendente</p>
<p>PS: <em>Proprio su questo sito pubblicai un&#39;editoriale &quot;Utopico&quot;, qualcuno disse, che sognava una classe politica locale che si impegnasse gratis: &quot;<a href="http://www.sosteniamoci.it/2010/10/17/e-giusto-che-i-politici-siano-stipendiati-io-dico-di-no/">E&rsquo; giusto che i politici siano stipendiati!? Io dico di NO!</a>&quot;. Nel mio piccolo, ci ho provato. Il sapere di essere un consigliere volontario oggi, non posso negare, mi procura un certo piacere! <img src='http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>Brevissime di Ottobre</title>
		<link>http://www.sosteniamoci.it/2011/09/29/brevissime-di-ottobre/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Brevissime 2011]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE COMMENTATE]]></category>

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		<description><![CDATA[Mesero si &#232; distinta ancora per la partecipazione&#8230; 80 persone circa sono andate in comune a firmare per legittimare il referendum abrogativo dell&#39;attuale legge elettorale!! &#8230; Mesero vuole tornare a scegliere con le preferenze i candidati nazionali. &#160; Condividi su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span class="messageBody translationEligibleUserMessage" data-ft="{&quot;type&quot;:3}">Mesero si &egrave; distinta ancora per la partecipazione&#8230; 80 persone circa sono andate in comune a firmare per legittimare il referendum abrogativo dell&#39;attuale legge elettorale!! &#8230; Mesero vuole tornare a scegliere con le preferenze i candidati nazionali. </span></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.meserotua.it/?p=117"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1239" height="128" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/09/legge-elettorale.png" title="legge elettorale" width="430" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-913" height="3" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/02/barrina.png" title="barrina" width="560" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/truccavano-le-multe-arrestati-il-capo-dei-vigli-urbani-e-altri-due-agenti/160624/"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-1241" height="90" src="http://www.sosteniamoci.it/wp5/wp-content/uploads/2011/09/capo-vigili.png" title="capo vigili" width="426" /></a></p>
<div style="text-align: center;"><span class="messageBody translationEligibleUserMessage" data-ft="{&quot;type&quot;:3}"><br />
	</span></div>
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