Viaggio in treno Magenta-Grosseto del 24 giugno 2008
Il Magenta-Milano delle 10,16 parte da Magenta in orario. La porta automatica lato ferrovia (a destra) è rotta ed tenuta chiusa da un filo elettrico annodato. Il dispositivo pneumatico di apertura tenta in continuazione di aprirla, facendo emettere un segnale di allarme intermittente. E' così da Torino. Fortunatamente il filo elettrico tiene, il nodo è stato fatto con adeguata professionalità, immagino seguendo i rigorosi dettami della 626, che come sappiamo tutti rispettano salvo i servizi pubblici. Il treno probabilmente a causa dei lavori delle grandi opere (fiera ed alta velocità) arriva in Centrale con i soliti 10 minuto di ritardo, e qualcuno perde la coincidenza. Quasi la perdo anch'io perchè devo anche ritirare il biglietto prenotato via internet (a Magenta non c'è il distributore), ma per mia fortuna sono giovane bello ed allenato e posso continuare la storia.
Intercity Milano-Genova: un treno quasi decoroso con solo una decina di minuti di ritardo all'arrivo a Genova. Nel gabinetto non c'è acqua. Una signora che deve usufruirne, ma lo trova sempre chiuso, informa il controllore che lo apre con la chiave passpartout. Si scopre che in realtà era occupato da un'altro essere umano, che manifesta discretamente la propria perplessità per l'accaduto. Dato che non c'era acqua, ho potuto personalmente osservare in seguito il frutto delle fatiche della signora e del suo predecessore. Interessante. La coincidenza per Grosseto riesco a prenderla per 10 secondi, scortando un'altra passeggera con la stessa destinazione che si stava facendo prendere da una crisi di panico per il ritardo. Nei sottopassaggi della stazione Principe a Genova le indicazioni elettroniche sulle coincidenze sono inesistenti, bisogna fare la coda davanti al poster cartaceo con gli orari insieme ad altri esseri umani agitati. Può darsi che vengano trasmesse informazioni dagli altoparlanti, ma nessun passeggero è in grado di dirlo con certezza, perchè non si sente niente.
Genova-Grosseto: il condizionatore funziona male e fa caldo. Nei cessi non c'è acqua. Forse per protesta, qualcuno ci ha anche buttato una bottiglia di cocacola (vuota, ho controllato). Il treno stavolta arriva sorprendentemente in orario. Costo totale del viaggio circa 41 euro; previsione: in aumento. Durata del viaggio in treno circa 6 ore e 30 minuti.
Se abitassimo a Milano arriveremo a Lione, dopo il traforo della Val Susa, in un paio d'ore, e a Roma in 3 ore e mezzo. Sempre riguardo all'ammodernamento dei trasporti, alle "Infrastrutture" da cui sembra dipendere la sopravvivenza del nostro Paese Civile, gli "esperti" di trasporti ci dicono che Malpensa ed Alitalia sono importanti perchè da qui parte la "Clientela Pregiata", quella che ha i soldi e viaggia in prima classe, quella che "tiene in piedi l'economia italiana", non i barboni low-cost. Infatti, i voli economici Malpensa-Roma della Blu-Express sono spariti, costavano troppo poco. Ai signori di Malpensa interessa solo la clientela pregiata, e pertanto eliminano i voli a basso costo. Negli interessi del Paese, di Alitalia, di chi produce (CAZZO!)! Io il treno lo prendo solo una decina di volte all'anno. Ma i pendolari, quelli che studiano e che lavorano con la testa bassa, quelli che vanno in vacanza con il treno, è possibile che si incazzino così poco? Credo che 300 persone riescano a ribaltare un vagone ferroviario, ma non vorrei che questa mia ipotesi venisse erroneamente scambiata per un invito a disturbare e sovvertire. A quando il prossimo V-day?