Prima di venire a fare da relatore al convegno tenutosi il 25 Gennaio a Mesero, abbiamo portato Paul Connet davanti al Silla 2, l’inceneritore di Milano Figino, un“High Tech Toilette” secondo il suo parere!
In 8 minuti il nostro spumeggiante Paul, che da anni gira il mondo per fare informazione sugli inceneritori, passa in rassegna tutti i punti deboli della STUPIDA teoria su cui si basano questi cancrovalorizzatori.
I controsensi dell’incenerimento sono due:
1. nulla si crea e nulla si distrugge, quindi qualcosa dovrà uscire da quel camino e non sarà sicuramente aria pulita
2. Anche se fosse aria pulita, senza le sovvenzioni della nostra bolletta della corrente elettrica (cip6), l’inceneritore fallirebbe domani. Si risparmiano 3 o 4 volte più soldi con il riutilizzo ed il riciclo.
Intelligentemente quindi il Comune di Abbiategrasso ha deciso di costruirne uno, Sosteniamoci vi terrà aggiornati!
Ma sentite il prof. che è molto più convincente di me…
CONNET davanti all’INCENERITORE di MILANO
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SOTTOTITOLATO IN ITALIANO
ESTRATTI VIDEO della serata del 25 GENNAIO a MESERO |
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(scusate per la qualità, ma durante la serata sono stato impegnato con l’organizzazione)
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GRAZIE
Articoli sulla serata (Grazie a Tiziano)
Nell'ultimo mese, dopo i tristi fatti di Napoli con la pattumiera che sommerge le strade, sembra che gli inceneritori siamo diventati la soluzione ad ogni problema. Belli, puliti, trasformano i rifiuti da problema a fonte di guadagno. Il rifiuto in energia.
Ma è veramente così ? Per 3 tonnellate di rifiuti bruciati si producono una tonnellata di ceneri altamente tossiche, che bisogna portare in discarica.
Falsa anche l'idea per cui si produca energia dai rifiuti. Facendo i calcoli e mettendo in conto anche l'energia utilizzata per bruciare e per produrre l'inceneritore, il conto è decisamente negativo.
Probabilmente tutti abbiamo sentito parlare dei pm 10 , sono le polveri sottili che infestano l'aria e ci costringono a targhe alterne e a Domeniche a piedi. Forse però non tutti conoscono le nanoparticelle , molto più piccole, raggiungono i 2,5 micron di diametro (2,5 millesimi di millimetro) o addirittura 1 micron. Queste sono molto più pericolose perchè entrano nell'organismo e si fermano all'interno del sangue. Queste micropolveri di metalli pesanti vengono prodotte proprio dagli inceneritori, nella combustione dei rifiuti.
Parte con questo post una piccola inchiesta su inceneritori, grazie a Paul Connett, professore di chimica ambientale alla St. Lawrence University di New York, che abbiamo incontrato durante uno dei suo numerosi viaggi in Italia. Il professore gira il mondo denunciando la grande bugia che sta dietro agli inceneritori e proponendo, invece, la sua soluzione: "Zero rifiuti".
L'obiettivo si può raggiungere tramite la raccolta differenziata porta a porta e la concezione, a monte, di prodotti che siano totalmente riciclabili e riutilizzabili una volta esaurita la loro utilità.
In questa prima puntata Paul Connett si scaglia contro le bugie di Umberto Veronesi.
Seconda puntata della nostra inchiesta sugli inceneritori.
Di fronte ai tristi fatti di Napoli, con le strade invase da montagne di rifiuti, gli inceneritori sembrano l'unica strada percorribile. Cerchiamo di capire se le cose stanno proprio così.
Nella prima puntata dell'inchiesta Paul Connett ci ha introdotti nel dorato mondo delle nanoparticelle, ora il professore di chimica ambientale alla st. Lawrence University di New York ci mostra come le nanoparticelle e la diossina prodotte dall'inceneritore finiscano nel sangue e da lì si trasmettano a tutto l'organismo. Nella donna incinta, gran parte della diossina accumulata negli anni viene trasmessa al feto.
Secondo Paul Connett non bisognerebbe costruire inceneritori a meno di 50 Km dai luoghi dove vengono allevati gli animali. Basta bere un litro di latte ottenuto da mucche allevate vicino ad un inceneritore per immettere nel proprio organismo la stessa dose di diossina che assumeremmo respirando vicino alla mucca per 8 mesi.
Andatevi a leggere il racconto di Alex321 che ha fatto una bella gita all'inceneritore di Brescia, il migliore al mondo. Così possiamo farci un'idea di come sono tutti gli altri.
Da tre tonnellate di rifiuti bruciati nel così detto termovalorizzatore si producono una tonnellata di polveri altamente tossiche che non si sa poi dove mettere.
A parità di rifiuti smaltiti la quantità di anidride carbonica prodotta grazie al riciclaggio e al compostaggio è 46 volte minore rispetto a quella che si produrrebbe bruciando i rifiuti nell'inceneritore.
In Italia non bisognerebbe più costruire inceneritori. Questo il pensiero del professore universitario. Anche negli Stati Uniti, dove il livello di sensibilità ecologica non è il più alto al mondo, oltre 300 proposte di inceneritori sono state sconfitte tra il 1985 e il 1995 e dal 1995 non sono stati più costruiti inceneritori.
Questi i mali degli inceneritori. Nelle prossime puntate vedremo qual è la ricetta di Connett per gestire il problema rifiuti.
Terza e penultima puntata della nostra inchiesta su inceneritori, rifiuti e modi per risolvere i problemi legati al loro smaltimento.
Strategia Rifiuti Zero: questa la ricetta che Paul Connett propone in giro per il mondo. Un mix di riciclaggio, compostaggio e riutilizzo per eliminare il problema alla radice, per non produrre più rifiuti.
In questa puntata Connett presenta diversi esempi di città, all'estero, ma anche in Italia, che hanno ridotto fortemente la produzione di rifiuti. Fino al 60-70% in un arco di tempo di pochi anni. Novara è arrivata a ridurre la produzione di rifiuti del 70% in soli 18 mesi.
Nella prima puntata avevamo parlato delle bugie di Veronesi rispetto agli inceneritori. Da Fazio a Che Tempo che Fa l'oncologo più famoso d'Italia sosteneva che gli inceneritori non avessero alcuna relazione con il cancro.
Paul Connet, professore di chimica molecolare in una prestigiosa università di New York ribatteva dicendo che le motivazioni che potevano spingere Veronesi a dire una cosa del genere potevano essere solo 2: avere un collegamento diretto con Dio, oppure con aziende che si occupassero del business degli inceneritori.
Ora grazie a Matt sappiamo che Veronesi è finanziato da Veolia, multinazionale che costruisce e detiene inceneritori e la fondazione Veronesi ha tra i suoi finanziatori anche Acea, multiutility che gestisce inceneritori e l'Enel che controlla centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare.
La seconda che hai detto !
Capannori è l'unica città italiana che aderisce al progetto Zero rifiuti e Leo ci fornisce un sacco di dati sulla riduzione dei rifiuti nella sua città, potete leggerli qui.
Se vuoi puoi guardare la prima puntata, la seconda puntata, oppure leggere tutte le slide della conferenza di Paul Connett su sosteniamoci.it