Innanzi tutto Auguri ai Lettori di Sosteniamoci. Buon Natale e Buon Anno. Che in queste vacanze possiate fare tutto quello che vi piace e vi appassiona…
Ecco la penultima puntata del Bugiardino, il programma radio in cui faccio lo speaker: ASCOLTALO QUI
Argomenti trattati: Rifiuti, raccolta differenziata, inceneritori, compostaggio a casa nostra...ma anche regali di natale alternativi, Beppe Grillo consegna le firme del V-Day e code ai benzinai con risse.
Contro-spot dedicato all’ENEL
“L’Enel crea centrali a carbone ed acquista vecchi rottami nucleari di progettazione sovietica.”
“Non lasciamoci PRENDERE IN GIRO dagli SPOT di questa gente”
Clicca per vedere il VIDEO SOTTOTITOLATO
“Enel S.p.a. possiede le 3 centrali a carbone + inquinanti d’Italia: Brindisi, Fusina, Sulcis. ”
“Enel vuole creare nuove centrali a Carbone: Porto Tolle e Civitavecchia. 10 Milioni di tonnellate in più di CO2 all’anno.”
“Non potendo aprire centrali nucleari in Italia, Enel acquista centrali nucleari in Mochovce, i cui reattori sono stati progettati negli anni 70…”
“…una centrale, VECCHIA e PERICOLOSA quanto quella di Chernobyl, a due passi dall’Italia…”
“Facciamolo per i nostri figli…”
Ecco un esmpio concreto per collaborare
Sono centinaia le mail che stanno arrivando al Ministero dell’Ambiente e a ENEL, contro la riattivazione della Centrale del Mercure, nel Parco Nazionale del Pollino.
Scrivete al Ministrero dell’Ambiente e ad ENEL
Come dire, spesso le centrali a BIOMASSE si TRASFORMANO in inceneritori…
DIFFONDETE L’APPELLO A QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILI .
SOMMERGIAMOLI DI MAIL E PORTIAMO QUESTA VICENDA FUORI DALLA CLANDESTINITA’ E DAL SILENZIO, LE UNICHE ARMI CHE ENEL HA PER VINCERE LA BATTAGLIA.
ENEL: Temiamo che all'origine delle vostre e-mail ci sia una conoscenza incompleta del progetto di Enel: la riconversione della centrale del Mercure, che utilizzerà esclusivamente legna vergine, presenta benefici ambientali superiori ai possibili disagi che qualsiasi attività industriale comporta.
R. Sono anni che ENEL rifiuta di dire dove dovrebbe prendere le 400.000 tonn/anno di legna vergine necessarie ad alimentare l’enorme Centrale del Mercure. Persino per i test di avviamento il combustibile non è stato reperito localmente.
ENEL: Permetteteci quindi di rispondere ad alcune domande e di esporvi alcuni dati di fatto, indispensabili, crediamo, per formarsi un'opinione più completa. E di ricordare, innanzitutto, che l'impianto ha in corso l'aggiornamento delle autorizzazioni, già ottenute nel 2002 dopo esser stato giudicato compatibile con l'ambiente.
R. Ma quale aggiornamento !
Fin dal gennaio del 2005 ENEL aveva esposto all'ingresso della Centrale un bel contagiorni, con cifre luminose di colore rosso, (-100, -99, ecc), con il conto alla rovescia per l’avvio, previsto per maggio-giugno 2005.
Peccato abbia dovuto spegnerlo e stia rincorrendo affannosamente permessi e autorizzazioni per “puntellare” un procedimento che “fa acqua” da tutte le parti ! Qualche riferimento:
· Uno studio indipendente, del gennaio 2006, commissionato da Sindaci della Valle del Mercure e dall’Ente Parco del Pollino al prof. Paolo Rabitti e al dott. Felice Casson, ha evidenziato numerose e gravi irregolarità del progetto e delle autorizzazioni. Lo studio integrale e le diapositive della relativa presentazione pubblica sono consultabili al seguente indirizzo:
http://www.ilriccio.info/lontra/Rel_CENTRALE_Casson-Rabitti(pdf-ppt).html .
· Il Sindaco di Rotonda (PZ), uno dei comuni maggiormente danneggiati dal progetto, ha pubblicamente denunciato come La centrale del Mercure è difforme dal progetto (e non risulta sia stato per questo querelato). Vedi:
http://www.ecquologia.it/cms/content/view/77/27/
Lo stesso Sindaco, Giovanni Pandolfi, ha presentato ufficialmente alla Provincia di Cosenza un vero e proprio articolato atto di accusa sulla Centrale, le sue inadeguatezze e la sua pericolosità, consultabile al seguente indirizzo:
http://pollinokombat.asklepios.it/2007/07/31/centrale-del-mercure-le-osservazioni-del-sindaco-di-rotonda/
Allo stesso indirizzo l’intervista del Sindaco dopo l’ultima Conferenza dei Servizi, tenutasi a Cosenza, il 29 novembre 2007, e definita irreversibilmente “decisoria”.
L’opposizione del Sindaco di Laino Borgo (CS), il comune sul cui territorio sorge la Centrale, e quella dell’Ente Parco del Pollino, hanno però ricondotto il Responsabile del Procedimento a più miti consigli e la Conferenza, da irrinunciabilmente decisoria, è diventata… interlocutoria.
E se l’autorizzazione della Conferenza dei Servizi è fortemente in dubbio, un’altra manca ancora del tutto: l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) della Regione Calabria.
E’ poi da molti giudicata inammissibile (a cominciare dall’Assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza) l’assoluta esclusione dal procedimento autorizzativo della Regione Basilicata, il cui territorio cinge per tre lati la Centrale, gli effetti della quale ricadono prevalentemente proprio sul territorio lucano.
Rimanendo in campo “autorizzativo”, non si può non ricordare che sull’intera vicenda “pende” un procedimento della Comunità Europea (Petizione 0264/2005, dichiarata ricevibile il 19 luglio 2005), in seguito ad un esposto presentato alla CE da Associazioni ambientaliste locali, Istituzioni e semplici cittadini “contro l’installazione di una centrale elettrica in un parco naturale sostenuta da finanziamenti comunitari” . Per tale petizione il Governo italiano è stato più volte sollecitato a fornire le informazioni richieste, essendo state ritenute poco esaurienti e “non… chiare “ quelle fin qui fornite
Altri FATTI che non si possono ignorare:
1. A seguito di denunce di Associazioni ambientaliste locali e semplici cittadini, la Procura di Castrovillari ha effettuato numerosi sequestri nell’area della Centrale ENEL dove sono state rinvenute, tra l’altro, sostanze tossiche e cancerogene illegalmente smaltite (interrate!). Oggetto di indagini anche un fronte di frana sempre nell’area della Centrale. Le indagini hanno determinato, oltre ai citati sequestri, diversi avvisi di garanzia.
2. Le popolazioni della Valle del Mercure, non riuscendo evidentemente a comprendere appieno gli evidenti vantaggi della riattivazione di una Centrale inattiva ormai da dieci anni (!), e temendo per la loro salute, per la loro economia e per il loro sviluppo, si sono inaspettatamente mobilitati.
Magari avranno, anche loro, “una conoscenza incompleta del progetto di Enel “, certamente hanno una consolidata esperienza sul modo di agire e sui danni che ENEL ha prodotto sul loro territorio negli ultimi decenni.
3. I Sindaci dei Comuni dell’area, evidentemente pur essi con “una conoscenza incompleta del progetto di Enel “, sono nella quasi totalità contrari alla Centrale. L’ultima iniziativa, a tutela delle popolazioni, è stata la richiesta di una Commissione di Esperti che valutasse l’impatto sulla salute e sull’ambiente della Centrale, prima del suo eventuale avvio. Richiesta bocciata.
ENEL: Perché le biomasse? La ragione di fondo del nostro investimento è quella di aumentare la capacità produttiva italiana da fonti rinnovabili al fine di ridurre le emissioni di CO2 come da più parti viene richiesto da associazioni ambientaliste e da forze politiche e sociali locali e nazionali.
La produzione di energia con l’utilizzo di biomasse vegetali, infatti, è un processo che non aumenta la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera: la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione è pari a quella che le biomasse assorbono, per fotosintesi, nel corso del loro accrescimento. Si ottiene dunque energia con un’emissione di anidride carbonica globalmente vicina allo zero. Aumentare la quota di energia prodotta mediante l’uso di biomasse – risorse pulite e rinnovabili - piuttosto che con combustibili fossili contribuisce alla riduzione globale della CO2 emessa in atmosfera ed è una delle strade raccomandate anche dalla Comunità Europea per combattere le emissioni idi gas effetto serra responsabili del cambiemento climatico.
R. Ma dove sono queste biomasse ?
Le Centrali a biomasse possono contribuire a ridurre la CO2, solo se la filiera del legno è molto corta, se cioè le biomasse sono reperite in un’area strettamente adiacente alla Centrale (poche decine di km), che eviti i consumi energetici (e la conseguente produzione di CO2) e l’inquinamento legati al trasporto delle biomasse stesse e delle ceneri residue. Ciò comporta automaticamente due cose:
a) Le vere Centrali a biomasse sono, per definizione, di piccola dimensione (nell’ordine di 0,5 MW elettrici). Quella del Mercure, una delle più grandi d’Italia e d’Europa, è di 35 MW elettrici netti.
b) La loro collocazione è da prevedere in aree con elevata produzione di scarti dell’agricoltura e della forestazione e dove zone di territorio possano essere coltivate con alberi a rapida crescita destinati all’incenerimento . La valle del Mercure è nel cuore del Parco del Pollino dove il legno è rappresentato da boschi protetti, gli scarti dell’agricoltura sono di limitatissima quantità e l’eventuale coltivazione di alberi a rapida crescita del tutto assente e non incrementabile in maniera significativa sia per mancanza di territorio disponibile, sia per la bassa redditività economica di queste coltivazioni.
Ben consapevole di quanto sopra, nella Conferenza dei Servizi del 26 novembre 2007, l’ing. Martella, in rappresentanza di ENEL S.p.A. dichiara candidamente che: “non verranno utilizzate biomasse di provenienza esterna alla Comunità Europea” (!!!!).
Inoltre la produzione di energia, nelle Centrali a biomasse vere, è finalizzata ad un utilizzo locale. Non è ciò che si prevede per la Centrale del Mercure che si trova, per di più, in una regione, la Calabria, in notevole surplus di produzione energetica (26 % circa in più del fabbisogno).
La “tirata” ENEL sulla CO2 , come abbiamo visto del tutto destituita da fondamento, nasconde, nel migliore dei casi, solo interessi economici legati all’acquisizione dei “certificati verdi”, derivanti dalla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel peggiore dei casi, si agita lo spettro dell’incenerimento dei rifiuti, il famigerato CDR. Ad onta delle attuali assicurazioni, e sulla scorta della vigente normativa, nulla impedisce ai gestori dell’ impianto di richiedere autorizzazione all’ utilizzo del CDR in fase successiva all’ entrata in funzione dell’ impianto stesso. Come già successo per la Centrale di Cutro (Kr) (vedi punto successivo).
ENEL: Perché al Mercure? Per non dover consumare altro territorio. Nel sito da decenni esisteva una vecchia centrale che è stata modificata: l'impianto così riconvertito a biomasse (solo legna vergine) avrà una capacità notevolmente inferiore. La potenza, infatti, è quindi oggi di circa 35 MW netti, e dunque non è di certo la più grande d’Italia nel suo genere: proprio in Calabria, nella provincia di Crotone, è già in funzione un impianto a biomasse più potente (40 MW) che stranamente non ha sollevato nessuna obiezione.
La scelta di riutilizzare il sito di Mercure ha già consentito la generale riqualificazione del complesso industriale preesistente senza ulteriore occupazione di spazio. Il beneficio per il paesaggio derivante del reimpiego di infrastrutture elettriche esistenti (cabine di trasformazione, linee di trasmissione, silos ecc.), senza nuove realizzazioni ci sembra evidente.
R. Già, perché proprio al Mercure ?
“Per non dover consumare altro territorio” dice ENEL. Sostituite il termine “consumare”, per altro bizzarro e inappropriato se riferito a un territorio, con “inquinare” o “aggredire” e il gioco è fatto. La Valle del Mercure, come molte delle aree “selezionate” per iniziative di questo tipo, è un territorio marginale, scarsamente popolato e con una capacità di mobilitazione sociale presumibilmente bassa. I fatti però hanno clamorosamente smentito quest’ultimo assunto.
La vecchia Centrale era stata costruita prima dell’istituzione del Parco Nazionale del Pollino, avvenuta col DPR del 15.11.1993, e fin da subito, a fronte di un basso impatto occupazionale e di nessun reale e duraturo sviluppo dell’area, aveva prodotto inquinamento e gravi disagi alle popolazioni residenti, che già si erano mobilitate chiedendone la chiusura. Chiusura avvenuta in due tappe: nel 1993 chiusura e dismissione definitiva di uno dei due gruppi e nel 1997, ben dieci anni fa, chiusura del secondo gruppo.
E’ semplicemente ridicolo e capzioso, poi, paragonare la potenza di una Centrale alimentata a olio combustibile con una che si vorrebbe alimentare a biomasse. Le Centrali a biomasse sono, per loro natura, meno potenti. E quella prevista al Mercure rimane una delle più grandi d’Italia e d’Europa.
Vantaggi si, ma solo per ENEL che ha risparmiato sulla costruzione ex-novo di una Centrale. Che poi il paesaggio ci abbia guadagnato, è affermazione che si commenta da sé. Il vero guadagno sarebbe lo smantellamento di tralicci, fili, cabine che privano il paesaggio del Parco della sua incomparabile bellezza.
Situazione Centrali a biomasse in Calabria.
Tre nella provincia di Crotone:
• a Cutro, loc. Vattiato, ETA srl (Gruppo Marcegaglia), 180.000 t/a di biomasse; 14 MW di potenza.
LA CENTRALE DI CUTRO E’ STATA AUTORIZZATA A BRUCIARE COMBUSTIBILE DA RIFIUTI – CDR- IL 5 AGOSTO 2003.
• a Strongoli, Biomasse Italia SpA, 352. 000 t/a biomasse, 40 MW di potenza;
• a Crotone, loc. Passovecchio, Biomasse Italia SpA, 200 000 t/a biomasse, 22 MW di potenza.
In provincia di Cosenza:
• Rende, Actelios (Gruppo Falck) 160.000 t/a biomasse, 12 MW di potenza.
L’ “affollamento” di Centrali a biomasse che “drenano” lo stesso mercato ha fatto desistere il Gruppo Marcegaglia da effettuare ulteriori investimenti nel settore in Calabria, in quanto “non… più remunerativo”, come dichiarato da Roberto Garavaglia di EuroEnergy Group s.r.l.(Convegno su: “Prospettive e innovazione tecnologica nell’industria delle biomasse”. Pisa 15-16 giugno 2005).
La scarsezza di biomasse è confermata anche dall’Assessorato all’Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria, che nel Programma Autosostenibile di Sviluppo nel Settore Forestale Regionale stabilisce che la potenzialità di assorbimento di biomasse da parte delle Centrali esistenti è “ben superiore alle attuali condizioni dell’offerta regionale”
Che poi, da altre parti, nessuno protesti non è assolutamente vero. Infatti, ad esempio, in una conferenza stampa tenutasi il 18 luglio 2002 presso la sala giunta della Provincia di Crotone, il vice presidente della Provincia, Emilio De Masi, e il sindaco di Cotronei, Pietro Secreti hanno denunciato il disboscamento incontrollato nella Sila per il reperimento della materia prima per la centrale a biomasse di Crotone, definendolo un evento delittuoso.
ENEL: Cosa comporterà per il territorio? Il riavvio della centrale, ridimensionata nella taglia e riconvertita a biomasse, consentirà:
Riguardo a questi due ultimi punti:
Il nuovo sistema di approvvigionamento del combustibile prevede l’impiego di personale e mezzi locali per la raccolta e il trasporto della legna. Il trasporto avverrà mediante camion creando opportunità per le imprese di autotrasporto.
Complessivamente, la riconversione a biomasse permetterà lo sviluppo di nuova occupazione indotta, stimata in circa 150 unità. Anche l’organico Enel nel sito ritornerà su livelli molto superiori a quelli recenti, con circa 40 unità impegnate stabilmente.
R. Cosa comporterà per il territorio? Temiamo di saperlo, e bene!
Sostenere che l’eventuale avvio della Centrale consentirà “una consistente riduzione delle emissioni in atmosfera “ è , detto con garbato eufemismo, una deplorevole mistificazione.
E’ banalmente ovvio (ma non per ENEL, che ha addirittura inserito questa incredibile valutazione nella richiesta di autorizzazione) che l’impatto ambientale di una Centrale, chiusa da 10 anni, va paragonato alla situazione attuale e non a 10 o 30 anni prima…
I punti riguardanti la misteriosa valorizzazione della fantomatica filiera del legno e l’impatto occupazionale stimato in circa 150 unità (stimato da chi ?) sono assunti assolutamente arbitrari e autoreferenziali che si scontrano con la realtà dei numeri e dei dati. E’ ben noto infatti che i dipendenti ENEL, impiegati eventualmente nella Centrale del Mercure, sarebbero per la gran parte trasferiti da altre sedi, così come è vero che tra gli oppositori della Centrale vi sono proprio piccoli imprenditori, in primo luogo autotrasportatori, delusi da false promesse di contratti. Insomma, una stima dell’occupazione in cui c’è forse…uno zero di troppo.
Ma tra gli oppositori della Centrale ci sono anche:
· Imprenditori artigiani di prodotti tipici, che nella qualità hanno un punto di forza;
· Cooperative di giovani operanti sul Mercure-Lao, assai noto in Italia per attività di canoyng e rafting (sono 20.000 i turisti che ogni anno discendono il fiume che “fa gola” a ENEL);
· Guide del Parco del Pollino che vivono delle bellezze incontaminate dell’ambiente;
· Operatori turistici (Laino Borgo,2.400 abitanti, è passato da 1 a 6 ristoranti negli ultimi 5 anni);
· Naturalisti, etologi e archeologi. La Valle del Mercure è un importante sito di paleontologia. Famoso il ritrovamento di uno scheletro pressoché completo di elephas antiquus, attualmente esposto al Museo di Rotonda. Numerose poi le specie vegetali ed animali protette. Tra tutte basti ricordare la lontra, mustelide raro e protetto a livello internazionale che abita il Mercure. (cfr. Prigioni C. et al. Distribution and sprainting activity of the Otter (Lutra lutra) in the Pollino National Park (southern Italy) Ethology Ecology & Evolution 17: 171-180, 2005). Nè si può tacere delle aree protette anche dalla Comunità Europea SIC e ZPS, poste nelle immediate vicinanze della Cetrale e da essa minacciate.
· Sindaci che vogliono guidare lo sviluppo del loro territorio che ha vocazioni ben diverse da quelle che ENEL vorrebbe imporre.
· Cittadini che vogliono, in prima persona, tutelare il proprio diritto alla salute, alla vera occupazione ed al reale sviluppo dell’area.
LA CENTRALE ENEL DEL MERCURE E’ CONTRO L’OCCUPAZIONE E LO SVILUPPO DELL’AREA.
ENEL: Come saranno controllate le emissioni? Per garantire il rispetto degli impegni presi, sono previsti due sistemi per il monitoraggio dei dati ambientali:
R. Ma perché le popolazioni della Valle del Mercure, e non solo, dovrebbero inalare, bere e mangiare tutte queste sostanze tossiche ?
Non esiste motivo plausibile perchè gli abitanti e l’ambiente di un Parco Nazionale, il più grande d’Europa, debbano essere inquinati da una iniziativa che ha motivazioni di evidente ed esclusivo interesse economico per ENEL e che confligge con tutto il resto.
Ma a parte questa non secondaria argomentazione, c’è da dire che la determinazione e il monitoraggio di sostanze quali:
non rappresentano una difesa da esse. In particolare le nanopolveri, non possono essere intercettate nella loro frazione più pericolosa, quella a più basso peso molecolare (dalle PM 2,5 fino alle PM 0,1), non essendo disponibili, in commercio, filtri industriali idonei.
Infine un’ultima osservazione. La zona dove si trova la Centrale, la Valle del Mercure, è una specie di conca, con poco movimento d’aria dove i fumi stagnano e quindi gli inquinanti si concentrano pericolosamente per un vasto raggio
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