Appuntamenti: Venerdì 16, Sabato 17 e Domenica 18 c’è Inverart!
L’arte sbarca a INVERUNO Zona Fiera (ecco il Volantino). Tre giorni di Tendone, Birra, Arte, Musica e di Mie Fotografie. Per il secondo anno infatti espongo foto, questa volta dedicate all’acqua e decisamente in tema con Sosteniamoci. Non mancate quindi, io sarò li tutta la giornata di Domenica.

 

Ormai tre weekend fa sono andato in spedizione al Vajont per cercare di capire cosa è successo il 9 Ottobre del 1964 in quella Valle Maledetta tra il Friuli ed il Veneto.

Ve lo riassumerei così:

Serviva acqua, molta, per produrre corrente e  dare una botta all’economia del dopoguerra. L’acqua era praticamente l’unica fonte di energia dell’epoca.
Bloccando il torrente Vajont con una diga, la più alta del mondo all’epoca, si sarebbe creato un lago artificiale immenso: la BANCA dell’ACQUA.

Bel progetto ma una montagna della valle, il TOC non era d’accordo e l’ha sottolineato innumerevoli volte all’equipe della ditta costruttrice: la SADE. Prima la montagna si è crepata, poi  ne è addirittura crollato un pezzo, poi si sono formate spaccature larghe sei metri…ma niente, il progetto era troppo bello e non si poteva interrompere per una frana. Troppi soldi in ballo, il lago dopo il collaudo doveva, DOVEVA, essere venduto all’Enel se no niente business.

Qualche giornalista ha cercato di dare l’allarme, qualche geologo si è opposto, ma la SADE era anche la padrona dei media locali e quindi la popolazione non ha saputo nulla.

Il nove Ottobre del ’64, il TOC non ce l’ha più fatta, era stanco, si è lasciato andare.

250 MILIONI di METRI CUBI di frana sono caduti nel lago formando un’onda alta 200 METRI dal ciglio della diga (che ben costruita ha tenuto.)

vajont mesero

Ecco un’animazione che semplifica l’accaduto

Longarone, il paese sotto la gola del Vajont, è stato spazzato via: quasi 2000 morti in 4 minuti.

Sono stati incolpati 4 individui di cui solo uno è andato in prigione, ma ci è rimasto comunque poco per motivi di salute.

amici di grillo

Ancora oggi paghiamo una tassa sulla benzina per il Vajont .
Dei soldi arrivati in zona, solo le briciole sono andate ai superstiti, la maggioranza è stata divorata dagli industriali che hanno ricostruito a zero spese.
Il business sulla disgrazia non si è fermato neanche davanti al cimitero che è stato raso al suolo e ricostruito, ignorando l’opposizione dei superstiti, con la modica spesa di 10 miliardi delle vecchie lire.
Ecco il servizio delle Iene a riguardo.

..e la storia si ripete anche oggi, solo che la gente non si ammazza più con l’acqua, ma con l’aria. Gli inceneritori sono il Vajont del nostro tempo.
Mi rifiuto di pensare che il progresso sia questo…

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio il film di Martinelli “Vajont” e lo spettacolo di Paolini.

 

Ecco la video intervista che ho realizzato ad uno dei superstiti della tragedia: “..il mio pese non c’era più! Pulito!”

inceneritori vajont

Parte 1

nessuno paga repubblica banane

Parte 2

cimitero vajont

Parte 3

Ora quest’uomo sta lottando per far diventare il 9 Ottobre la giornata nazionale della memoria e per fare in modo che la disgrazia sia ricordata anche nelle scuole.

Firmate la Petizione

 

Fabio
www.sosteniamoci.it

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